Le temperature elevatissime nell’Europa meridionale hanno costretto circa 30.000 persone a fuggire dagli incendi, mentre un’ondata di caldo marino continua ad arroventare il Mediterraneo. I ricercatori sostengono che non si possano escludere scenari “danteschi”. La Francia ha richiesto assistenza all’Unione Europea per fronteggiare l’estendersi delle fiamme vicino alla costa atlantica, mentre la Spagna ha dichiarato l’emergenza nazionale nella regione di Madrid e nella provincia di Ávila a causa di diversi roghi fuori controllo.
Il presidente Emmanuel Macron ha scritto su X che la situazione rimane “estremamente tesa”, con incendi particolarmente gravi nel dipartimento della Gironda, nel sud-ovest del Paese. “La Francia ha richiesto l’attivazione del meccanismo di protezione civile dell’Unione Europea. Presto potremo contare sui rinforzi di due Canadair croati, due aerei Air Tractor portoghesi e due elicotteri pesanti Black Hawk provenienti da Repubblica Ceca e Slovacchia”.
L’incendio sulla costa atlantica francese ha reso necessaria l’evacuazione di oltre 18.800 persone –tra cui migliaia di turisti presenti in campeggi e case vacanza– mentre i vigili del fuoco continuano a lottare per domare le fiamme.
Gravi incendi nella regione di Madrid
Nella tarda serata di giovedì, la Spagna ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale nella regione di Madrid e nella provincia di Ávila, a causa di diversi incendi boschivi fuori controllo. Intorno alla capitale, le fiamme hanno costretto all’evacuazione di 10.000 persone, affidando la gestione dell’emergenza a un’unità militare specializzata. “Il governo ha mobilitato tutte le risorse disponibili per arginare i terribili incendi che stanno colpendo numerose aree: Ávila, León, Toledo, Madrid e altre zone della Spagna”, ha dichiarato su X il Primo Ministro Pedro Sánchez, esortando la popolazione a prestare “massima attenzione” e a seguire le indicazioni delle autorità.
Secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), quest’anno in Spagna sono già andati in fumo quasi 125.000 ettari, a fronte dei 393.000 registrati nell’intero anno precedente. Giovedì a Cieza, nella provincia di Murcia, sono state registrate temperature massime estreme di 44,7°C, secondo quanto riferito dall’Aemet, l’agenzia meteorologica spagnola. Il giorno precedente, le città di Albacete, Ávila e Teruel avevano infranto i record di temperatura per il mese di luglio, toccando picchi di 42°C.
Gli incendi boschivi flagellano Spagna e Francia, mentre un’ondata di caldo marino sta interessando l’80% del Mediterraneo
Un’ondata di caldo marino sta interessando l’80% della superficie del Mar Mediterraneo, secondo il Mediterranean Monitoring System. Martedì, le temperature giornaliere hanno raggiunto livelli “estremi” in diverse aree, con anomalie termiche fino a 5°C superiori alla media del periodo 1991-2020.
La gravità degli incendi nell’UE ha raggiunto livelli record per questo periodo dell’anno, come emerso mercoledì dai dati del Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS); al 22 luglio, la superficie percorsa dal fuoco è stata circa il doppio della media registrata in tale data negli ultimi due decenni. La Francia ha registrato un record per l’estensione delle aree bruciate e, insieme alla Spagna, ha segnato il record per numero di roghi.
Federica Checchia





