Nella notte tra martedì e mercoledì Israele ha intercettato in acque internazionali una nuova flotta, diretta verso la Striscia di Gaza per tentare di rompere il blocco navale totale imposto da Netanyahu. È il secondo gruppo di navi ad essere fermato illegalmente; appena una settimana fa, la stessa sorte era notoriamente toccata alla Global Sumud Flotilla. A dare vita alla nuova missione erano state le organizzazioni Freedom Flotilla e Thousand Madleens to Gaza.
«Ci sono almeno otto imbarcazioni militari che circondano la nostra flottiglia», hanno affermato le persone coinvolte nella nuova spedizione, pubblicando le immagini della telecamera di una barca in cui si vedono dei soldati armati a bordo. La nuova flotta è formata da undici imbarcazioni, con a bordo oltre duecentocinquanta persone tra giornalisti, medici e infermieri.
Freedom Flotilla: ci sono anche degli italiani a bordo
Tra i partecipanti ci sono anche alcuni cittadini italiani, anche se non è ancora chiaro il numero preciso. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato: «L’ambasciata e il consolato d’Italia a Tel Aviv stanno seguendo fin dall’alba il blocco della nuova Flotilla da parte della marina israeliana. Sono una decina gli italiani fermati. A loro verrà prestata tutta l’assistenza consolare necessaria, con la richiesta al governo israeliano di garantire il rispetto dei diritti individuali fino al momento dell’espulsione. Al lavoro anche l’unità di crisi della Farnesina». Tra i componenti dell’equipaggio della nave Conscience figurano gli attivisti Riccardo Corradini, Francesco Prinetti, Vincenzo Fullone, Stefano Argenio, Claudio Torrero ed Elisabeth Di Luca.
Come accaduto per i membri della Global Sumud Flotilla, l’IDF condurrà anche queste persone su territorio israeliano. Una volta lì, ognuno potrà decidere se accettare l’espulsione volontaria, firmando una dichiarazione in cui ammettono di essere entrati illegalmente in Israele, o rifiutarla e attendere il giudizio di un tribunale speciale del ministero dell’Interno del Paese. Il ministro degli Esteri israeliano ha commentato la vicenda con queste parole: «Un altro vano tentativo di violare il blocco navale legale ed entrare in una zona di combattimento si è concluso in un nulla di fatto».
Federica Checchia





