Tecnologia, scelte, successo, fragilità: sono alcune delle tematiche che Daniele Barbiero indaga nel suo primo lungometraggio. Squali si pone al centro del bivio della nuova generazione, senza indicare quale via sa la migliore da prendere. Lo sguardo che fa da filtro è quello di un giovane che tenta di emergere in un mondo iper-competitivo, senza perdere il contatto con le proprie radici. Il film è una coproduzione internazionale tra Italia, Spagna e Polonia. Realizzato da Camaleo, Eagle Pictures, Neo Art Producciones e Agresywna Banda, la sceneggiatura è firmata da Mauro Graiani su soggetto tratto dall’omonimo romanzo di Giacomo Mazzariol (Einaudi). Nel cast: Lorenzo Zurzolo, Francesco Centorame, Ginevra Francesconi, Francesco Gheghi, James Franco, Greta Fernández.
Il bivio e il futuro di un’intera generazione: Squali o lucci?

Squali vede protagonista Max (Lorenzo Zurzolo), un ragazzo di 19 anni della provincia veneta, che in concomitanza con la maturità ha progettato un’app che aiuta i suoi coetanei nella scelta del percorso universitario. Una sera, un’e-mail cambia tutto. Robert Price (James Franco), fondatore di E-Park (grandissima incubatrice di start-up) a Roma, ha notato l’app di Max e vuole svilupparla. Quella mail lo catapulta improvvisamente fuori dalla sua routine. Senza rendersene conto, Max si ritrova su un treno diretto a Roma, su cui dimenticherà la valigia, pronto a rivoluzionare la sua vita. Ma se grazie al suo genio ha aiutato tanti ragazzi a scegliere il proprio percorso di vita, scegliere in prima persona non gli viene altrettanto facile.
Insieme ai suoi amici, infatti, aveva pianificato l’estate perfetta: un viaggio in Spagna, per riscattare la libertà dopo un pesantissimo esame di maturità. Molti di loro, tra cui Anna (con cui c’è qualcosa di più in sospeso), lo incoraggiano a partire per Roma. Ma uno di loro, Filippo (Francesco Centorame) si sente tradito dall’allontanamento dell’amico. Filippo è un po’ l’alter ego di Max, la sua controparte oscura. Idealista, disfattista, immobile nel suo mini studio di registrazione a scrivere pezzi che nessuno ascolterà, mentre il padre dottore vorrebbe forzarlo a iscriversi a medicina. Filippo è bloccato in una scelta impossibile, proprio come Max.
In un attimo, Max perde la spensieratezza dell’adolescenza e si trova immerso nel mondo degli adulti. In questo mondo le scelte, oltre a essere inevitabili e complesse, hanno gravi conseguenze. Price cerca di farlo diventare una versione giovane di sé stesso, di successo e spietata. Dobbiamo essere squali, ci dice (e si dice), che si muovono non per impazienza, ma perché se stessero fermi morirebbero, e divorano i pesci più piccoli non per crudeltà ma per fame. Il suo viaggio diventa una corsa contro il tempo. Il tempo del suo futuro che accelera sempre di più e il tempo del suo passato che torna e ritorna, nei volti e nelle voci dei suoi amici di sempre.
Robert Price riuscirà a plasmare il giovane Max a sua immagine e somiglianza, nonostante tutte le sue ambiguità? Oppure Max resterà fedele ai suoi valori e al suo passato, aiutando a realizzare il sogno del padre di costruire un lago per la pesca sportiva di lucci? Non resta che scoprirlo il 16 ottobre al cinema.
Lorenzo La Rovere





