Sul giornale online The Free Press è stato pubblicato una lunga lettera d’addio, scritta dal regista Woody Allen in onore dell’attrice Diane Keaton, scomparsa a settantanove anni l’11 ottobre. I due, come lui stesso ricorda nel testo, si conoscevano da decenni: erano stati una coppia nel lavoro e nel privato e, anche dopo la fine della loro relazione, erano sempre rimasti in buoni rapporti.

«Facevo film per una sola persona: Diane Keaton. Non ho mai letto una singola recensione del mio lavoro. Mi importava solo di quello che Keaton aveva da dire», afferma Allen, che stimava molto la sua ex partner, e faceva spesso affidamento sul suo giudizio. La missiva racconta il loro primo incontro nel 1969, durante i provini dell’opera teatrale Provaci ancora, Sam, in cui l’attrice ottenne il ruolo principale: «lei entrò, fece la sua lettura per noi e fece perdere a entrambi (Allen e David Merrick, ndr.) la testa». Entrambi molto timidi e riservati, ci misero un po’ ad aprirsi l’uno con l’altra, ma per il regista fu quasi un colpo di fulmine: «ci si può innamorare così rapidamente?».

Il rapporto tra Diane Keaton e Woody Allen

Ben presto, Diane divenne un punto di riferimento creativo: «se le piaceva, consideravo il film un successo artistico. Se era meno entusiasta, cercavo di utilizzare le sue critiche per rimontarlo e ottenere qualcosa che le piacesse di più. A quel punto vivevamo insieme e vedevo il mondo attraverso i suoi occhi». Le cucì addosso il personaggio di Annie Hall (che, non per niente, ha il vero cognome dell’attrice), protagonista del film Io e Annie, per cui Keaton vinse l’Oscar nel 1978.

Gli anni passati insieme a lei sono descritti da Allen come «meravigliosi»: «solo Dio e Freud possono conoscere il motivo per cui ci siamo separati». Il commosso omaggio di Woody Allen alla sua amata amica si conclude con una nota dolceamara: «qualche giorno fa il mondo era un posto che includeva Diane Keaton. Ora è un mondo che non la include più. Di conseguenza, è un mondo più triste. Tuttavia, ci sono ancora i suoi film. E la sua risata fragorosa risuona ancora nella mia testa».

Federica Checchia