Il colonnello Michael Randrianirina, cinquantuno anni, membro dell’esercito del Madagascar, ha giurato questa mattina davanti alla Corte costituzionale, ed è ufficialmente il nuovo presidente del Paese. Fino ad oggi, era noto per essere il comandante dell’élite militare CAPSAT; la sua nomina arriva dopo il recente colpo di Stato, avvenuto a seguito delle grandi proteste che avevano costretto alla fuga l’ex presidente Andry Rajoelina, ora in stato di accusa.
Le agitazioni sono nate per le frequenti interruzioni di servizi pubblici di base, come l’elettricità e l’acqua, per poi estendersi all’intero operato del governo. Gran parte dei manifestanti erano molto giovani, appartenenti alla Gen Z, proprio come quelli che di recente hanno protestato in Nepal, Indonesia, Bangladesh e Marocco; anche loro hanno adottato come simbolo la bandiera dei pirati del manga giapponese One Piece. Sabato 11 ottobre CAPSAT -che in passato era stata determinante per l’ascesa di Rajoelina, si è schierata dalla parte della popolazione. Il governo ha votato l’impeachment dell’ex leader e, il 14 ottobre, i militari hanno preso il potere.
Chi è Michael Randrianirina
CAPSAT sta per Corps d’armée des personnels et des services administratifs et techniques; il gruppo si occupa della logistica e di altre mansioni prettamente tecniche. Nonostante non si tratti di un’unità di combattimento vera e propria, è la forza militare più potente del Paese, soprattutto grazie ai legami tra gli ufficiali e gli imprenditori, gli oligarchi e i gruppi di potere economico del territorio.
Randrianirina è conosciuto principalmente per il suo ruolo all’interno dell’esercito, ma ha già ricoperto incarichi politici: dal 2016 al 2018, infatti, è stato governatore della regione di Androy, nel sud del Madagascar. Nel 2023 è finito in un carcere di massima sicurezza con l’accusa di stare pianificando un colpo di Stato; qualche mese dopo è stato rilasciato dalle autorità. Come presidente, avrà il compito di traghettare la nazione attraverso un governo di transizione formato da militari e civili, che dovrà predisporre le prossime elezioni, previste tra due anni. Non è ancora chiaro, tuttavia, come intenda muoversi; martedì, infatti, ha sciolto tutte le principali istituzioni del Madagascar, fatta eccezione per l’Assemblea nazionale, la camera più importante del parlamento.
Federica Checchia





