Dopo una conversazione con Re Carlo, il principe Andrea, considerato la “pecora nera” della famiglia Windsor, rinuncia a tutti i suoi titoli reali residui, dopo aver colloquiato con suo fratello maggiore. La causa risiede in tutti gli scandali che lo hanno travolto. Le ultime sono le ennesime rivelazioni sulle frequentazioni del passato con il pedofilo americano Jeffrey Epstein.

Il principe Andrea rinuncia ai titoli per colpa di Epstein

Il terzogenito della regina Elisabetta II e del principe Filippo è stato in realtà considerato a lungo il figlio preferito della regina. A 65 anni Andrea è già escluso da tempo da tutti gli incarichi di rappresentanza della dinastia, nonché privato dei gradi militari. Partito tutto dallo scandalo Epstein, che fece iniziare lui stesso. Aveva parlato ai microfoni della Bbc rilasciando una disastrosa intervista con la quale sperava di riabilitarsi. Da ieri, invece, perde pure il titolo superstite di duca di York. Mentre l’ex moglie, Sarah Ferguson, potrà esibire da oggi in avanti solo il suo nome e cognome.

Gli resterà il titolo di principe, a cui ha diritto per nascita in quanto figlio di una monarca. Le sue due figlie, Eugenie e Beatrice, non perderanno i diritti di successione. Il Re e il principe William, prossimo erede al trono, gli hanno permesso di annunciare quest’ultima rinuncia obbligata. L’annuncio è rapido e tagliente. Scrive: “Dopo una discussione con il Re abbiamo concluso che le continue accuse su di me rappresentano una distrazione per il lavoro di Sua Maestà e della Famiglia Reale. Avevo già deciso di mettere il mio dovere verso la mia famiglia e il mio paese al primo posto… ritirandomi dalla vita pubblica 5 anni fa. Ora, con l’accordo di Sua Maestà, sentiamo che devo fare un passo ulteriore: quindi non userò più i miei titoli e gli onori che mi sono stati conferiti”.

La comunicazione di rinuncia

Nonostante gli scandali, il principe continua a “negare vigorosamente le accuse contro di me”. Affermazione che non corrisponde alle ulteriori rivelazioni rimbalzate dagli Usa sul dossier Epstein, aggravate dalla biografia shock firmata da Andrew Lownie. A suo sfavore anche le memorie postume di Virginia Giuffre, una delle vittime del finanziere Usa, morta suicida qualche mese fa. Infatti, nel libro lasciato in eredità, dettaglia accusa il fratello del re di aver a suo tempo abusato sessualmente di lei almeno tre volte, quando era ancora 17enne, rivendicando una specie di “diritto di nascita”.

Andrea ha ovviamente sempre negato, ma sappiamo che qualche anno fa si è piegato a pagare un indennizzo multimilionario. Le cattive compagnie non si fermano alla vita privata: anche nel mondo del business e delle consulenze internazionali i suoi erano contatti con personaggi di dubbia reputazione. Come, per citarne una, nel caso della presunta spia cinese Cai Qi a cui è stato avvicinato giusto oggi dal Daily Telegraph, con tanto di foto risalente al 2018. Il che lo rende coprotagonista dell’ennesimo scandalo sui media del Regno. Insomma, una serie di passi falsi che ha costretto il Re a prendere questa decisione, ma non è detto che questo non lasci ombre sul futuro della monarchia.

Marianna Soru