L’ultimo baluardo è infine crollato: le zanzare sono arrivate anche in Islanda. A rilevare la loro presenza è stata un’esca per insetti, realizzata con una corda e del vino zuccherato, che le ha catturate. Bjorn Hjaltason, appassionato di insetti, l’aveva posizionata per delle falene ma, scoperte le inaspettate prigioniere, si è subito messo in contatto con un entomologo del NATT, l’Istituto islandese di storia naturale. Questi, dopo aver ispezionato la corda, ha confermato i sospetti dell’uomo.

Gli esemplari sono due femmine e un maschio, e appartengono alla specie Culiseta annulata, tipica del nord Europa e del Regno Unito, nota per essersi adattata nel tempo anche a climi più freddi; sopravvive trovando riparo nelle abitazioni. Punge, ma non è considerata pericolosa, poiché non è ritenuta portatrice di infezioni.

Zanzare in Islanda: c’entra il caldo record registrato nei mesi precedenti

Fino a pochi giorni fa, l’isola era una delle uniche due regioni al mondo, insieme all’Antartide, a non avere mai avuto delle zanzare. Poiché si tratta del primo episodio, non è possibile stabilire se, d’ora in avanti, queste si insedieranno stabilmente in Islanda, o se si tratti di un caso fortuito. Il NATT ha invitato la popolazione a segnalare eventuali avvistamenti, per mappare la presenza di altri esemplari. Nell’ultimo decennio, tuttavia, sono state trovate nuove varietà di insetti, che non erano mai state presenti sul territorio.

La causa di queste mutazioni vanno ricercate nei grandi flussi turistici degli ultimi anni e, soprattutto, nei cambiamenti climatici, ormai innegabili. Generalmente, a maggio le temperature massime non vanno oltre i 20°C. Quest’anno, invece delle ondate record di calore hanno investito l’isola per oltre dieci giorni consecutivi. A fine mese, la stazione meteorologica dell’aeroporto di Eglisstaðir ha registrato 26,6°C, il giorno più caldo di sempre nel Paese. Una cifra che segna un punto di svolta nella storia dell’Islanda e l’avanzamento di un’emergenza ambientale che, un pizzico di zanzara alla volta, rischia seriamente di diventare irreversibile.

Federica Checchia