L’attesa è finita: H&M riesce sempre a scatenare una grande frenesia ogni volta che si allea con qualcuno di grosso. Stavolta, però, il colpo è pesante: Glenn Martens, il belga che ha ribaltato Diesel, resuscitato Maison Margiela e fatto scuola con Y/Project, firma la nuova capsule del colosso svedese. Risultato? Una collezione che non gioca a essere “designer inspired”, ma sembra uscita da una passerella underground di Parigi, solo con un prezzo che non ti manda in terapia.
La collab H&M x Glenn Martens è letteralmente il soft launch della tua nuova personalità
Martens ha fatto quello che gli riesce meglio: piegare le regole, letteralmente. Camicie che sembrano disegnate con il vento addosso, jeans che si arrotolano su se stessi come sculture, trench che raccontano storie di individualismo e subversione. È moda che parla di identità più che di tendenze. Eppure, quando la vedi, capisci subito che è anche profondamente cool, di quel tipo che non ha bisogno di spiegazioni.
H&M, da parte sua, ha lasciato che Martens scavasse nei suoi archivi — t-shirt iconiche, camicie a quadri, denim massiccio — e li ricostruisse da zero, come se fossero personaggi di un film distopico che vive nel 2030 ma veste con nostalgia del 2000. Tutto ha quell’energia “DIY couture” che rende Martens inconfondibile: capi genderless, materiali che si piegano e si stratificano, silhouette pensate per chi vuole vestirsi con un messaggio addosso. Non è roba da “streetstyle per Instagram”: è roba da chi vive la moda come un atto politico, o almeno come un modo per dire “non mi conformo, ma lo faccio con stile”.
Dalle foto possiamo dire una cosa: vale l’hype. Il denim è spesso e strutturato, le camicie hanno quella rigidità architettonica che solo un vero designer può far sembrare naturale. E poi ci sono i dettagli — i colletti modellabili, le cuciture che sembrano ferite eleganti, i tagli che trasformano ogni capo in una piccola opera d’arte industriale. È H&M, ma filtrato attraverso la mente di uno che non sa fare “basic” nemmeno sotto tortura.
Martens, parlando del progetto, ha detto di vedere questa capsule come una “famiglia di abiti che crescono e cambiano come le persone”. E in effetti è questo il punto: non una collezione da comprare e dimenticare, ma da vivere, stratificare, modificare, far tua. In un mercato che sforna novità ogni tre giorni, questa collaborazione riesce nell’impresa quasi mistica di sembrare personale. Controllate il sito di H&M domani, noi ve l’abbiamo detto.





