Sono giorni difficilissimi per Andrea Delogu, la conduttrice colpita da una terribile tragedia familiare, il fratello Evan, 18 anni, è recentemente scomparso a causa di un brutto e fatale incidente stradale. L’incidente e lo scontro fatale contro un palo il 29 pomeriggio alle 15.45 in via Vittor Pisani, nel Parco del Gelso a Bellaria Igea Marina, mentre il ragazzo era in sella alla sua moto. A darne notizia sui social è il padre, Walter Delogu.

Dopo aver ricevuto la notizia, Delogu ha lasciato immediatamente la Capitale per raggiungere il padre Walter e restare accanto alla famiglia. La Rai e l’intero cast di Ballando con le Stelle le hanno manifestato totale sostegno, annullando per rispetto alcune registrazioni de La porta magica, il programma pomeridiano che Andrea conduce su RaiDue. 

Non si sa se sarà presente o meno a Ballando, durante la diretta di domani, ciò non dovrebbe accadere, “Milly Carlucci e la produzione stanno studiando soluzioni per consentirle di restare in gara valutando tempi e modalità per consentirle di proseguire la sfida senza compromettere il suo percorso emotivo”, si legge nero su bianco sul sito. Sarà davvero così? Non resta che attendere eventuali dichiarazioni ufficiali da parte del programma. Adesso, l’unica priorità, è rispettare il dolore di Andrea che, prima di essere un personaggio televisivo, è una sorella, una donna.

“È un momento devastante, non mi sento di dire nulla”. Queste le parole che Delogu avrebbe pronunciato. Accanto a lei c’è anche Ema Stockholma, conduttrice radiofonica e sua grande amica, che la dà coraggio in un momento in cui ad Andrea manca la terra sotto i piedi. Il dolore è troppo grande, improvviso e “devastante”, come ha detto lei stessa. 

Il post del papà Walter

“Mio figlio era un angelo”. Walter Delogu, per anni autista di Vincenzo Muccioli nella comunità di San Patrignano, padre della showgirl Andrea e di Evan, ha affidato ai social il suo dolore e il ricordo di suo figlio. “Vi dico chi era mio figlio – scrive – faceva le serali, studiava Alberghiero, di mattina si allenava in palestra, poi faceva da mangiare per noi se ero occupato e se la mamma era al lavoro. Quando si alzava da tavola chiedeva il permesso, lavava i piatti e poi si riposava un po’. Ha da sempre lavorato in estate da Massimo, al bagno 75, e mai ci ha chiesto un euro, si comprava tutto lui col suo stipendio, pure quella maledetta moto. Mi traduceva dall’inglese articoli di nuove droghe pericolose, che servivano a me alle conferenze che faccio nelle scuole per prevenire disgrazie di questa maledizione. Non beveva, non fumava e a volte lo prendevo in giro, dicendogli o che era un talebano o un angelo. Ho capito ieri chi eri tu, un angelo”.

“Ho dormito nel tuo letto stanotte – prosegue Walter Delogu – perdonami, ora te lo metto a posto, ti abbraccia la mamma e tua sorella. La tua amata moto la farò aggiustare e la venderò, so quanto impegno e soldi ci hai messo in quel bolide (come lo chiamavi tu) quindi non la faro demolire, scusami, ma non riuscirei più a vederla o guidarla. La tua macchina arriverà venerdì, venderemo la nostra e terremo la tua per sempre. A presto amore, tra non molto ti raggiungerò e rideremo insieme, come sempre. Ora ti mando un bacio con la mamma e la tua amata sorellina, come la chiamavi tu, lassù in paradiso fatti valere”.