La sera di martedì 28 ottobre, non un giorno qualsiasi ma l’anniversario della marcia su Roma, un gruppo di giovani intona cori fascisti e inni al Duce nella sede di Parma di Fratelli d’Italia, utilizzata una volta alla settimana anche dal movimento giovanile del partito, Gioventù nazionale. Viene fatto un filmato che poi è stato diffuso sui social dalla pagina Facebook Pd Parma e ha rapidamente scatenato polemiche in tutta Italia.
“Camicia nera trionferà. Se non trionfa sarà un macello col manganello e le bombe a man“, le parole della canzone Me ne frego, intonate dai giovani che davanti alla sede del partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni inneggiano a Benito Mussolini: “Duce! Duce! Duce!”, si sente chiaramente nel filmato.
Un video che ha innescato, da subito, una dura polemica, da Parma a Roma. Gli stessi meloniani sono subito corsi ai ripari, tant’è che Stefano Cavedagna, europarlamentare bolognese e portavoce di Gioventù Nazionale, mette subito in chiaro come sono andati i fatti: “Siamo intervenuti prima che il video venisse pubblicato sui media”, specificando che i vertici locali di Gioventù nazionale sono stati commissariati da subito, “alle 8.23 del mattino, ben prima che la notizia venisse diffusa”. Un commissariamento arrivato, appunto, via mail da parte dei vertici regionali, in cui si spiega che “per motivi di incompatibilità politica si è proceduto al commissariamento della federazione provinciale di Gioventù Nazionale”. Da qui, “si procederà quanto prima alla nomina di un commissario”. Il primo a saltare, quindi, è il coordinatore provinciale Jacopo Tagliati.
Aperto fascicolo, nessuna persona iscritta nel registro degli indagati
“Si tratta di un modello 45, non c’è ancora un reato ipotizzato. Siamo ancora nella fase esplorativa sulla base delle notizie apprese dalla stampa”. Ha dichiarato all’Ansa il procuratore capo Alfonso d’Avino. Parlando della vicenda sulla quale adesso indaga la Digos della questura di Parma.
E ha poi aggiunto: “Ora bisogna verificare se il fatto sia vero e accertare se possa trasformarsi in una notizia di reato”. Al momento non ci sarebbero persone iscritte nel registro degli indagati.





