Il padre di Genny Urtis si chiama Antonio ed è un commercialista. Urtis in diverse occasioni ha parlato del rapporto col genitore, definendolo profondo nonostante spesso si siano scontrati su diversa tematiche molto delicate, a partire dalle preferenze sessuali di Giacomo e successivamente sulla sua scelta di cambiare sesso. In occasione di un ospitata al Grande Fratello, Antonio ha dichiarato: “Per me è importante la famiglia, è tutto, è alla base della sopravvivenza della nostra specie. Avrei voluto che mio figlio continuasse la specie umana. La sua vita la decide lui, non posso far niente. Sarà quel che Dio vorrà”. Ada Tommasi, la madre di Genny Urtis, è originaria di Alghero. A differenza di suo marito, ha accettato sin dall’inizio l’orientamento sessuale del figlio e la sua decisione di cambiare genere.

Il cammino verso la transizione da uomo a donna per Giacomo Urtis a Genny non è stato privo di solitudine e difficoltà. “C‘è chi ha bisogno di tempo per accettarti e chi ti abbandona,” ha raccontato a Chi, menzionando la profonda delusione inflittale dall’ultimo fidanzato, con cui sognava una famiglia e che invece “mi denigrava e mi ingannava, addirittura conviveva con un’altra in Sicilia.” Anche le critiche sui social non sono mancate, ma la sofferenza maggiore gliel’ha causata suo padre.

Essendo figlia unica di una famiglia “molto cattolica”, l’accettazione della sua, come la definisce lei, “disforia di genere” non è stata semplice.

Mentre la madre è riuscita a starle accanto con amore e supporto pratico, il padre ha sempre faticato ad accettare un orientamento diverso dall’eterosessualità.

Come lui stesso raccontò al Grande Fratello Vip, il padre aveva preferito non vedere  e non sapere dell’omosessualità del figlio. Anzi continuava a chiedergli quando si sarebbe trovato una fidanzata. Genny ha dichiarato: “Quando vede i ragazzi che mi guardano si imbarazza, se mi vesto troppo da donna peggio.”

Nonostante i successi professionali di Genny – l’apertura di cliniche, le apparizioni televisive, le esperienze canore e il fatto di prendersi cura dei genitori, facendoli vivere in una villa a Milano – l’approvazione paterna sembra mancare.

Sono il figlio perfetto, ma un ‘bravo’, o ‘brava’, da mio padre mai. Sempre la faccia triste.” Un racconto sincero che svela quanto a volte sia complesso il percorso di affermazione personale.