La Corte di Cassazione francese ha condannato definitivamente Nicolas Sarkozy per finanziamenti illeciti, in riferimento alla campagna elettorale del 2012. Il verdetto dei giudici conferma una sentenza risalente a febbraio 2024, alla quale i legali dell’ex presidente avevano fatto ricorso.

La sentenza riguarda il cosiddetto “affaire Bygmalion”, dal nome di una società che lo aveva aiutato a finanziare illecitamente la sua campagna elettorale. Per i giudici, questa ha emesso fatture false all’ex partito di Sarkozy, allora chiamato UMP (oggi Les Républicains) con la scusa di organizzare quarantaquattro eventi. Così facendo, l’ex presidente aveva potuto disporre di quarantadue milioni di euro, una cifra che supera di molto il limite di spesa previsto per le campagne presidenziali in Francia (22,5 milioni di euro)

Doppia condanna per Sarkozy, ma niente carcere

La Corte ha condannato Sarkozy è a un anno di carcere, dei quali sei mesi sospesi e sei mesi da scontare con una pena alternativa, quasi sicuramente indossando il braccialetto elettronico. Si tratta, dunque, di un processo diverso da quello che aveva fatto finire in carcere l’ex leader conservatore lo scorso 21 ottobre.

In quel caso, infatti, la condanna a cinque anni per associazione a delinquere faceva riferimento alla campagna elettorale del 2007. Dopo circa tre settimane di carcere, il 10 novembre Nicolas Sarkozy è tornato a casa. Attualmente è sottoposto a una misura alternativa chiamata contrôle judiciaire; si tratta di una forma di libertà vigilata che comporta il rispetto di determinati obblighi e limitazioni agli spostamenti.

Federica Checchia