Il John R. Cash Revocable Trust, che cura l’eredità e tutela l’immagine del cantautore statunitense Johnny Cash, scomparso nel 2003, ha fatto causa alla Coca-Cola. Lo studio Loeb & Loeb, che ne cura gli interessi, sostiene che la multinazionale abbia ingaggiato un cantante per imitare la voce dell’artista per uno spot pubblicitario.
Uno dei legali, Tim Warnock, ha dichiarato: «Rubare la voce di un artista è un furto. È un furto della sua integrità, identità e umanità. La causa non serve solo a proteggere Cash, ma anche a inviare un messaggio che protegga la voce di tutti gli artisti».
Gli eredi di Johnny Cash si appellano all’Elvis Act
Si tratta della prima causa importante che fa uso del cosiddetto Elvis Act, basato sulla legge del Tennessee chiamata Ensuring Likeness Voice and Image Security. Entrato in vigore nel 2024, vuole proteggere gli artisti (ma anche le persone comuni) e i loro eredi dallo sfruttamento non autorizzato della voce, in caso di plateale e voluta somiglianza.
La legge fa riferimento principalmente ai deepfake generati dall’intelligenza artificiale; in questo caso specifico, tuttavia, si parla di una voce reale, ovvero quella di Shawn Barker, il cantante assunto dalla Coca-Cola per “imitare” Cash in una pubblicità andata in onda la scorsa estate.
Federica Checchia





