Intelligenza artificiale, tra rivoluzione sociale e disoccupazione

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Di Stefano Delle Cave

L’intelligenza artificiale sta sempre più portando una rivoluzione sociale all’interno delle nostre vite cambiando radicalmente la nostra quotidianità anche nei piccoli gesti. Basti pensare che solo guardando il tabellone di una fermata dell’autobus noi stiamo utilizzando l‘AI. Piccole cose che stanno diventando parte della nostra quotidianità e che diventano sempre più importanti per il miglioramento delle nostre vite. Eppure diversi studi mettono in evidenza una catastrofe che potrebbe causare il continuo uso dell’AI come la perdita totale del lavoro quando sarà divenuto totalmente automatizzato. È davvero cosi?

L’intelligenza artificiale e la rivoluzione delle nostre vite

Intelligenza artificiale, fonte orangepix.it

L‘intelligenza artificiale sta sempre più cambiando la nostra vita con l’introduzione di nuove e sofisticate tecnologie. L’AI ad esempio si sta rivelando sempre più utile nel campo della salute. In Giappone, infatti, nel 2020 alcune equipe mediche si sono servite di operazioni chirurgiche a distanza con l’utilizzo dell’Ai e della realtà virtuale aumentata. Un fatto che dimostra come l’Ai potrebbe migliorare il nostro sistema sanitario. A questo si deve aggiungere l’apporto decisivo che l’intelligenza artificiale potrebbe dare alla tutela dell’ambiente.

Basti pensare pensare alle centraline smart per il controllo dell’aria che potrebbero controllare i flussi di traffico nelle nostre città riducendo l‘emissione di sostanze nocive. È ovvio poi infine parlare della cybersecurity e dell’enorme apporto che l’Ai potrebbe dare nel prevenire quei gravi attacchi informatici di cui le nostre economie sono a rischio. Sono tutti questi elementi che dimostrano quanto la rivoluzione sociale portata dall’intelligenza artificiale in un mondo sempre più interattivo possa migliorare le nostre vite e cambiare il nostro futuro.

Il rischio del reddito universale

In un recente articolo l’economista e direttore dell’Agenzia per l’innovazione Mario Dal Co evidenzia come stiano proliferando diverse tesi che sostengono l’utilità dell’intelligenza artificiale e diverse visioni catastrofiche su un futuro sempre più automatizzato. In un saggio di Anton Korinek e Megan Juelfs si parla infatti di un lavoro in futuro che non basterà più al sostentamento dell’uomo sostituito completamente dalle macchine. Si evidenzia pertanto la necessità dell’istituzione di un reddito universale di base e di una società basata sull’assistenzialismo universale ma è davvero cosi?

Secondo Dal Co infatti bisogna tener conto che i molti bisogni della società attuale come la stessa cybersecurity, il recupero delle aree urbane e la tutela delle infrastrutture prevedono infatti la necessità di competenze che non possono essere sostituite dalle macchine. Ecco perchè diventa necessario mettere da parte i catastrofismi e favorire una corretta politica del welfare che tuteli i giovani e che tenga conto delle nuove esigenze del mercato. Il tutto evitando quell’enorme rischio e quell’enorme dilatazione della spesa pubblica comportati dal ceco assistenzialismo richiesto dagli economisti più critici.

Stefano Delle Cave

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