Nel Regno Unito, dopo ben sette anni dal loro inizio, si sono concluse le indagini sull’avvelenamento -tramite novichok – dell’ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Yulia, avvenuto nel marzo del 2018 a Salisbury, in Inghilterra. I due erano miracolosamente sopravvissuti all’attentato, a differenza di una donna britannica, che viveva in una contea vicina alla loro, morta dopo aver inalato una boccetta di profumo riempita del medesimo agente nervino.

C’è Vladimir Putin dietro l’avvelenamento di Sergei Skripal e di sua figlia Yulia

In questi anni la polizia britannica aveva accusato tre uomini russi del tentato omicidio. Sin dal principio, tuttavia, i sospetti degli inquirenti erano ricaduti sul presidente Vladimir Putin e sul suo governo, accusati di aver cercato di uccidere Sergei Skripal e la figlia Yulia attraverso l’intelligence militare. Tutte le inchieste giornalistiche del sito investigativo Bellingcat portavano in qualche modo al Cremlino e, proprio in quel periodo, decine di diplomatici russi avevano iniziato ad essere espulsi dai Paesi occidentali.

La Corte Suprema è giunta alla conclusione che, a condurre l’operazione, sarebbe stato dunque il GRU, sotto autorizzazione dello stesso Putin. A seguito della diffusione dei risultati delle indagini, il governo britannico ha convocato con urgenza l’ambasciatore russo e ha annunciato nuove sanzioni contro la Russia.

Federica Checchia