Gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni contro Alexandre de Moraes, il giudice della Corte Suprema brasiliana a capo del processo all’ex presidente del Brasile Jair Bolsonaro. L’ex leader dovrà scontare una condanna a oltre ventisette anni di detenzione. Nel 2022 aveva tentato di organizzare un colpo di Stato ai danni dell’attuale presidente Luiz Inácio Lula da Silva.
Le sanzioni contro il giudice Alexandre de Moraes si basavano sul Global Magnitsky Act
Il governo americano aveva sanzionato De Moraes a luglio, mentre l’iter giudiziario era ancora in corso. Le misura contro di lui prevedevano il congelamento dei beni che possedeva negli Stati Uniti e il divieto per i cittadini statunitensi di fare affari con lui. L’ex presidente brasiliano Bolsonaro è uno dei principali alleati internazionale di Donald Trump, che si è sempre detto convinto dell’ingiustizia del processo contro di lui.
Il giudice aveva ricevuto la pena ai sensi del Global Magnitsky Act, una norma che il governo di solito riserva a dittatori, oligarchi e criminali internazionali. Il Dipartimento del Tesoro statunitense aveva motivato le sanzioni definendolo «responsabile di una campagna oppressiva di censura, detenzioni arbitrarie che violano i diritti umani e indagini politicizzate». Oltre alle sanzioni personali contro de Moraes, gli Stati Uniti avevano imposto dazi del 50% sulle importazioni di molte merci brasiliane. Anche questo, naturalmente, era un escamotage per costringere il Paese a interrompere il processo contro Bolsonaro.
Federica Checchia





