Volge al termine L’Amuri Luci Tour di Carmen Consoli, con il gran finale del doppio appuntamento che ha avuto per protagonista la cornice della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco Della Musica di Roma il 28 e 29 dicembre.

La cantantessa chiude il cerchio iniziato a tracciare con il primo concerto di questa nuova era musicale partita dal Teatro Lyrick di Assisi, dove hanno preso vita per la prima volta i brani di Amuri Luci. Ad aprire il live sono le parole di Carmen che narrano il mito della ninfa Galatea e nel ricordo di Peppino Impastato, insieme all’importanza coraggio del fratello Giovanni, per poi lasciare spazio alla title track che infiamma sin da subito il pubblico capitolino. La prima parte del concerto procede sulle note del nuovo lavoro in studio, primo della trilogia preannunciata alla vigilia della sua release, che vede l’artista muoversi sinuosamente e delicatamente nel suo siciliano.

Carmen Consoli, dai brani Amuri Luci alle sorprese del passato

Lingua con la quale la Consoli è maestra nell’abilità linguistica, essendo abile a fondere i racconti del poeta Ibn Hamdis e del triste esodo dalla Sicilia verso il mondo arabo (accompagnata dalla voce di Mahmood ne La Terra Di Hamdis), rievocare la guerra e la storia ed i sentimenti vissuti sulla pelle durante il conflitto descritto in Mamma Tedesca. Conflitto e la situazione geopolitica attuale che riportano a Parru Cu Tia, quando sui led che campeggiano lateralmente ed a centro palco appaiono immagini delle tantissime e recenti manifestazioni pro Pal (che hanno strappato applausi scroscianti della platea), seguite dalle barre che traghettano il pezzo alla conclusione di Jovanotti, mentre la setlist ripresenta fedelmente la sequenza della tracklist di Amuri Luci.

Si cambia registro dopo la pausa con Questa notte una lucciola illumina la mia finestra, brano della primissima era consoliana scandito dall’intro della batteria di Puccio Panettieri. Traccia dopo traccia Carmen ripercorre la sua storia tra passato e presente, segnando una rotta scandita da brani nascosti e da riscoprire come Imparare dagli alberi a camminare, presentata come “Canzone scritta ai tempi del lockdown sulla paura dell’ignoto che assume proporzioni spropositate”. La serata nasconde due sorprese, brani tratti ancora una volta da Due Parole il primo album, che la cantantessa ripropone dopo tantissimi anni in questo tour: La Stonato ed il suo groove ubriacante, al quale si contrastano la dolcezza e linea melodica di Sulla Mia Pelle, tra le composizioni più intense, sentite ed ispirate della cantantessa.

La band lascia il palco quando l’artista accompagnata solo dalla sua classica inizia la Santa Barbara delle super hit lanciate una dietro l’altra, che infiamma i presenti L’ultimo bacio, In bianco e nero, Parole di burro, prima del gran finale con la band (Orfeo, Amore Di Plastica e Blunotte), nel quale si ritorna al siciliano con ‘A Finestra, ormai piccolo grande classico dell’artista che chiude la seconda notte capitolina ed il tour.

Carmen Consoli Auditorium Parco Della Musica scaletta 29 dicembre 2025

*Prima parte*

  • 1. Amuri e luci 
  • 2. Unni t ha fatto a stati
  • 3. La Terra Di Hamdis
  • 4. Mamma tedesca 
  • 5. 3 oru 3 oru
  • 6. Galatea
  • 7. Parru cu tia 
  • 8. Comu veni veni
  • 9. Qual sete voi 
  • 10. Nimici di l’arma mia 

*Seconda parte*

  • 11. Questa Notte Una Lucciola Illumina La Mia finestra
  • 12. AAA cercasi
  • 13. Ottobre 
  • 14. Qualcosa Di Me Che Non Ti Aspetti
  • 15. Autunno Dolciastro
  • 16. Imparare Dagli Alberi A Camminare
  • 17. Sintonia Imperfetta 
  • 18. La Stonato
  • 19. Sulla Mia Pelle 
  • 20. L’Ultimo Bacio
  • 21. Parole Di Burro 
  • 22. In Bianco E Nero
  • 23. Orfeo
  • 24. Amore Di Plastica 
  • 25. Blunotte
  • 26. L’Eccezione
  • 27. ‘A Finestra