Xiomara Castro, presidente dell’Honduras ed esponente del partito socialdemocratico Libre, ha chiesto un riconteggio dei voti delle elezioni presidenziali che si sono svolte lo scorso novembre. La chiamata alle urne aveva premiato Nasry “Tito” Asfura, il candidato delPartito Nazionale Conservatore.
Asfura si era imposto con il 40,3% dei voti, contro il 39,5% di Salvador Nasralla, il candidato del Partito liberale. Castro ha accusato il Consiglio Nazionale Elettorale di non aver preso un considerazione 4.774 schede, e di non aver esaminato 292 ricorsi presentati dopo l’esito delle elezioni. A sostenere la sua richiesta, ci sarebbero sessantanove deputati del parlamento.
L’intervento di Trump nelle elezioni in Honduras
Le elezioni in Honduras sono state problematiche fin dal principio. I risultati delle votazioni sono stati diffusi solo un mese dopo, ufficialmente a causa di problemi tecnici, che avevano costretto gli addetti ai lavori a contare manualmente centinaia di migliaia di schede. A scuotere la precedente campagna elettorale, già piuttosto movimentata, era arrivato l’intervento di Donald Trump. Con i suoi soliti metodi, si era espresso esplicitamente a favore di Asfura, da lui definito «l’unico vero amico della libertà».
Il presidente degli Stati Uniti aveva promesso che lui e il candidato conservatore avrebbero lavorato insieme «per combattere i narcocomunisti» e contrastare il narcotraffico. Aveva poi minacciato di tagliare gli aiuti finanziari alla nazione in caso di mancata vittoria del membro del Partito Nazionale. Aveva, infine, attaccato gli altri candidati principali, additando Rixi Moncada (LIBRE) come una «comunista» e Nasralla come un «quasi comunista».
Federica Checchia





