Il 10 gennaio la polizia postale ha effettuato nuove perquisizioni nell’ambito dell’indagine riguardo al gruppo Facebook “Mia Moglie”. Centinaia di uomini condividevano nella pagina scatti a sfondo sessuale -non consensuali- delle proprie partner. Le fotografie, che ritraevano le donne in intimo o completamente nude, erano quasi sempre a accompagnate da decine di commenti e “valutazioni” sul loro aspetto.
Dopo mesi, gli agenti sono riusciti a risalire al gestore formale della pagina. Si tratta di un uomo di settant’anni che viveva a Lecce, e che è deceduto il 30 marzo 2025. Come è emerso dalle indagini, nonostante la sua morte, qualcuno avrebbe continuato a utilizzare il suo account. Per questo motivo, la procura ha sequestrato i dispositivi di una donna di cinquantadue anni e di un ragazzo di ventiquattro, ora coinvolti nel caso. Per gestire il profilo, venivano usati telefoni intestati a terze persone e SIM anonime, cosa che ha reso più ostico identificare i responsabili.
“Mia Moglie”: il comunicato della polizia postale
Di seguito, il comunicato ufficiale della polizia postale: “La Polizia di Stato ha eseguito i decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma nei confronti dei soggetti risultati coinvolti nell’attivazione e gestione della pagina Facebook denominata “MIA MOGLIE”, oggetto di numerose segnalazioni nel mese di agosto scorso al sito della Polizia Postale www.commissariatodips.it.
Le indagini hanno portato all’identificazione di una donna di 52 anni e di un ragazzo di 24 e di individuare il titolare dell’account, con cui veniva gestito il gruppo Facebook, un settantenne leccese deceduto il 30 marzo 2025.
Nel corso delle perquisizioni, effettuate dagli operatori specializzati del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, del C.O.S.C. di Bari e della S.O.S.C. di Lecce, si è proceduto al sequestro dei dispositivi informatici rinvenuti, che verranno analizzati per definire le responsabilità degli indagati. Gli indagati sono da ritenere innocenti sino a sentenza definitiva.
A seguito della segnalazione della Polizia Postale, il gruppo – costituito da migliaia di utenti che condividevano e commentavano immagini di donne, definite nei commenti mogli o compagne, pubblicate verosimilmente senza il consenso delle persone ritratte – è stato definitivamente chiuso dalla piattaforma social Facebook che ha collaborato con gli investigatori.”
Federica Checchia





