L’edizione del CPAC Hungary potrebbe rappresentare un momento di svolta per la destra conservatrice internazionale, grazie alla possibile partecipazione di Donald Trump. È stato il quotidiano ungherese Blikk a sollevare l’ipotesi di una visita del presidente degli Stati Uniti a Budapest nel mese di marzo. Anche Miklós Szánthó, direttore del Centro per i Diritti Fondamentali e organizzatore della conferenza, pur non comunicando una conferma definitiva ha alimentato le aspettative.
CPAC Hungary in rilievo, soprattutto se Trump deciderà di partecipare
Il CPAC (Conservative Political Action Conference) Hungary sta acquisendo una rilevanza sempre crescente. Lo stesso Szánthó, per sottolinearne l’importanza, ha affermato che la vera notizia riguarda chi deciderà di non partecipare, piuttosto che l’elenco dei partecipanti. A conferma di ciò, vi sono i numeri delle scorse edizioni. L’anno scorso a Budapest, ad esempio, la conferenza ha ospitato otto primi ministri, diversi leader di partito e numerosi ministri. Donald Trump ha mantenuto un legame stretto e costante con l’evento, inviando videomessaggi esclusivi per ogni edizione. Il presidente degli Stati Uniti non ha mancato l’impegno anche nel 2025, trasmettendo un messaggio di saluto a Szánthó e a Matt Schlapp, ex direttore politico della Casa Bianca. Trump ha, inoltre, ribadito il suo profondo affetto per l’Ungheria e per il CPAC.
Viktor Orbán, grazie alle sue strategie politiche, potrebbe aver mostrato alla Casa Bianca quanto la capitale ungherese sia un interlocutore fondamentale. Pare che l’obiettivo politico del CPAC rimanga la lotta contro quella che Szánthó definisce “l’élite globalista favorevole alla guerra”. Gli organizzatori hanno scelto il motto di quest’anno: “Avanti, alla vittoria!”. Szánthó ha accompagnato lo slogan con una nota ironica rivolta alla politica interna. Sottolinea che persino l’opposizione di Péter Magyar, principale sfidante di Orbán per le elezioni di aprile 2026, potrebbe scegliere di utilizzare un messaggio così incisivo.
Possibile consolidamento dell’asse politico tra Trump e Orbán
La presenza di Donald Trump a Budapest rafforzerebbe definitivamente l’asse politico tra il leader americano e il governo ungherese. Inoltre, questo incontro consoliderebbe il ruolo del CPAC Hungary come punto centrale per i movimenti conservatori globali, trasformando un evento regionale in un palcoscenico di primaria importanza, soprattutto per gli equilibri geopolitici futuri. La sintonia tra Trump e Orbán continua a rappresentare il motore principale di questa alleanza operativa.
Stefania Cirillo





