Ormai i fan degli Oasis sembrano aver capito il gioco: ogni tot settimane qualcuno mette in giro la voce dell’imminente annuncio di un nuovo tour della band di Manchester e poi, puntuale, arriva la smentita. Per non parlare di Liam, e dei suoi messaggi criptici; divertenti, certo, ma poco affidabili. Stavolta, però, qualcosa sembra essere diverso: ad aprire un piccolo spiraglio di possibilità è stato un Gallagher ma, incredibile ma vero, quel Gallagher è Noel.

Intervenuto alla BBC, in un programma di calcio, il musicista ha ovviamente parlato del reunion tour, conclusosi a novembre. A una domanda su come fossero andate le vacanze, ha però risposto: «Tutto bene. Ma da lunedì si torna al lavoro. È andato tutto alla grande». Parole che riaccendono timide speranze in chi era stato gelato dall’annuncio di una “pausa di riflessione” al termine della tournée.

Un documentario sugli Oasis, poi si vedrà

Noel ha poi ringraziato il suo pubblico: «I fan degli Oasis sono i migliori del mondo. Ogni sera c’era una folla da arena anche fuori dal luogo del concerto. È stato incredibile. Abbiamo regalato qualche maglietta e verso la fine abbiamo montato un maxischermo anche per loro». Il tour è stata una fantastica esperienza anche per i suoi figli: «Non avevano mai visto un concerto degli Oasis prima. In sei mesi ne hanno visti 38. Direi che è un record. All’inizio non erano molto interessati al mio lavoro, ma dopo Cardiff si sono divertiti da matti».

Nel frattempo, sembra essere confermato un film-documentario sulla reunion e sul tour “Live ’25”, prodotto da Steven Knight, il creatore di Peaky Blinders. Di recente, inoltre, è circolato un gossip secondo cui gli Oasis sarebbero stati contattati per scrivere e interpretare il tema musicale del prossimo film di James Bond. A rispondere alle indiscrezioni è stato lo stesso Noel: «Questa storia di James Bond? Cosa, gli Oasis? Nah». Ha però aggiunto che l’idea, tutto sommato, lo stuzzicherebbe: «Certo. Sarebbe un onore assoluto, e penso che questa cosa dovrebbero farla i britannici, non gli yankee».

Federica Checchia