In attesa della pubblicazione del nuovo album dei Gorillaz, in uscita il prossimo 27 febbraio, Damon Albarn è impegnato a comporre la colonna sonora di Artificial, il prossimo film diretto da Luca Guadagnino. La pellicola racconterà la storia di Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, che sarà interpretato da Andrew Garfield. Nel cast ci sono anche Monica Barbaro (A Complete Unknown), e Yura Borisov (Anora).
Il frontman dei Blur ha raccontato al mensile Uncut: «Sto lavorando alla colonna sonora del film. Canto qualche canzone, sto scrivendo musica elettronica e musica orchestrale di accompagnamento. Non ho un telefonino, ma ho un iPad con GarageBand. Mentre gli altri scollano, me sto lì a mettere dei doppi piatti su una canzone. Che cosa rimane al tizio a fianco a me che ha passato tutto il tempo a risolvere un sudoku? Io dopo un’ora ho un pezzo».
I Gorillaz si esibiranno in Italia il 25 giugno a Trieste in Piazza Unità d’Italia e il 27 giugno alla Prima Estate a Lido di Camaiore, Lucca. Gli ospiti speciali cambieranno di serata in serata, e ci saranno continui cambi nella setlist. «Mi piace l’idea di rifare un disco dalla prima all’ultima canzone, ma amo anche cambiare la scaletta sera dopo sera», ha spiegato il musicista.
Il viaggio in India di Damon Albarn
Nell’intervista, Albarn rivela che, all’origine dell’influenza delle influenze indiane sul nuovo disco, ci sarebbe un evento reale, e molto drammatico. Tempo fa, infatti, la madre della moglie di Jamie Hewlett ha avuto un incidente fatale in India. «Jamie è andato laggiù per organizzare il rientro in Francia», ha spiegato «dove è poi morta. A dispetto di questa esperienza drammatica, però, Jamie ha trovato l’India magica e quando ha detto che sarebbe tornato, gli ho detto: “Vengo con te”».
Durante il suo viaggio, il cantautore britannico ha anche disperso nel Gange, a Varanasi, le ceneri del padre, scomparso nell’estate del 2024. «Era affascinato dall’India e dalla sua cultura. Quand’ero piccolo mi faceva ascoltare tutto il tempo musica indiana. Nelle ultime settimane di vita gli facevamo sentire dei raga del mattino e sembrava miracolosamente uscire dal coma, tornando lucido per mezz’ora», ha detto.
Federica Checchia





