L’ex ministro della Cultura francese Jack Lang ha rassegnato le proprie dimissioni dalla presidenza dell’Institut du monde arabe al ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot, che ha fatto sapere di averne “preso atto”, dopo che Lang è stato convolto in un’inchiesta finanziaria emersa sulla base della pubblicazione delle carte del caso Epstein negli Usa. Lo ha segnalato ieri l’agenzia di stampa France Presse. Lang aveva diffuso una nota nella quale ribadiva che “le accuse mosse nei miei confronti sono infondate” e assicurava: “lo dimostrerò”. La figlia di Jack, Caroline Lang, si è dimessa lunedì dalla guida di un sindacato di produttori cinematografici dopo le notizie su una società offshore creata nel 2016 con Epstein. L’ex ministro ha invece riconosciuto di aver chiesto personalmente al finanziere un contributo di 57.897 dollari per un’associazione impegnata in un film sugli anni della presidenza Mitterrand e altri affari.

I media francesi, tra cui Le Monde, Le Figaro e Mediapart, hanno affermato che l’indagine preliminare è stata aperta dopo che i documenti statunitensi hanno rivelato anni di corrispondenza e legami finanziari tra Lang ed Epstein.

Sabato scorso, la Procura finanziaria francese ha aperto un’indagine su Jack Lang e sua figlia Caroline, sospettati di “riciclaggio aggravato di frode fiscale”. In base a tali documenti sarebbero emersi legami finanziari e affari condivisi con Epstein.

Le richieste di dimissioni di Lang si sono intensificate da quando i documenti pubblicati il ​​30 gennaio dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti hanno dimostrato che Epstein e Lang si sono scambiati messaggi a intermittenza tra il 2012 e il 2019, quando il finanziere si è suicidato in carcere.

La divulgazione del file ha intensificato l’attenzione sui legami globali di Epstein con personaggi pubblici, tra cui il britannico Andrew Mountbatten-Windsor , fratello minore di re Carlo, Peter Mandelson, ex ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti, e la principessa ereditaria norvegese Mette-Marit .