Il governo israeliano non arresta le misure per espandere il controllo sulla Cisgiordania. Difatti, il gabinetto di sicurezza ha approvato una serie di misure volte a comandare un territorio che, secondo la comunità internazionale, appartiene ai palestinesi. Un territorio che, tuttavia, è sotto il controllo militare e amministrativo di Israele.

Quali sono le misure introdotte da Israele per espandere il controllo sulla Cisgiordania?

Le nuove misure sono state duramente criticate non solo dall’Autorità nazionale palestinese, ma anche da Hamas. I provvedimenti riguardano prevalentemente la compravendita di terreni a favore dei coloni. Nello specifico, è stato annullato il divieto di vendita di terreni in Cisgiordania agli israeliani ebrei. Infatti, fino a oggi coloro che non erano musulmani non potevano acquistare terreni a titolo personale, ma solo attraverso società private. Questa misura consente ai coloni di appropriarsi dei territori palestinesi più facilmente. Inoltre, i registri catastali del territorio, ritenuti documenti riservati finora, adesso vengono resi pubblici. L’obiettivo è di rendere le vendite ulteriormente più semplici. Tuttavia, la pubblicazione di questi documenti non serve solo a “facilitare” le vendite, ma espone i proprietari palestinesi a pressioni legali o tentativi di acquisizione aggressiva.

Un altro aspetto significativo è che l’Autorità nazionale palestinese non si occuperà più di supervisionare le attività edili e la pianificazione urbanistica in luoghi rilevanti. Ora, sarà Israele a occuparsene. Tra i territori vi rientra anche la Tomba dei Patriarchi, una zona fortemente contesa tra ebrei e musulmani. Un ulteriore strumento, già sfruttato in passato dalle autorità israeliane per obbligare la popolazione palestinese ad abbandonare le proprie abitazione, rientra le misure introdotte. Israele, infatti, si è accordato il permesso di gestire questioni di rilevanza archeologica e ambientale, tra cui la gestione stessa dell’acqua. Avrà, così, la possibilità di intervenire direttamente nelle aree sotto controllo palestinese.

Stefania Cirillo