Tre giudici federali statunitensi hanno respinto altrettante cause civili intentate contro l’autore e fumettista britannico Neil Gaiman. Mesi fa, Scarlett Pavlovich aveva accusato lui e la sua ex moglie, Amanda Palmer, di violenza sessuale e tratta di esseri umani. Una delle cause era stata poi ritirata dalla donna, mentre le altre due sono state archiviate. Secondo il tribunale statunitense, infatti, queste avrebbero dovuto essere presentate alla giustizia neozelandese.
Pavlovich ha dichiarato di essere stata stuprata più volte dallo scrittore nel 2022, mentre lei lavorava come baby sitter per il figlio nella sua casa in Nuova Zelanda. Ha poi accusato Palmer di essere a conoscenza delle tendenze del marito, e di non aver fatto nulla per proteggerla. La donna aveva intentato una causa in Massachusetts (dove vive attualmente Palmer), una nello Stato di New York (dove viveva l’ex moglie dell’autore), e una in Wisconsin (dove abita Gaiman). Aveva poi chiesto di ritirare la causa a New York, sostenendo di averla presentata perché non era sicura di quale Stato avesse la giurisdizione riguardo al caso. Un giudice aveva approvato la sua richiesta.
L’inchiesta del New York Magazine contro Neil Gaiman
Neil Gaiman è autore, tra le altre cose, di Coraline, The Sandman, Stardust, Good Omens e American Gods. A gennaio dello scorso anno, un’inchiesta del New York Magazine aveva raccolto le testimonianze di otto donne, tra le quali la stessa Pavlovich, che lo accusavano di violenza sessuale. Il diretto interessato si era difeso, negando di aver partecipato ad attività sessuali non consensuali. A ottobre del 2024, un’altra delle presunte vittime lo aveva denunciato per un presunto stupro. Questo sarebbe avvenuto durante un viaggio in Cornovaglia, nonostante lei avesse apertamente detto di non voler avere un rapporto con lo scrittore.
L’articolo descriveva, in modo piuttosto dettagliato, varie situazioni degradanti in cui le donne si sarebbero trovate con Gaiman. I rappresentanti legali di quest’ultimo sostengono che in tutti i casi si sia trattato di pratiche di «degradazione sessuale, bondage, dominazione e sadomasochismo (BDSM) che possono non piacere a tutti ma sono legali tra adulti consenzienti».
Federica Checchia





