Il tribunale di Bari ha condannato 12 militanti di CasaPound. Il motivo della condanna risale al 2018, quando i soggetti in questione avevano aggredito alcuni manifestanti che marciavano contro il ministro dell’Interno e Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini. In questa vicenda, qual è l’aspetto straordinario?
Membri di CasaPound condannati per riorganizzazione del Partita Fascista
Il punto rilevante della sentenza è che per la prima volta a CasaPound è stata applicata la legge Scelba. La legge 20 giugno 1952, n. 645 vieta la ricostituzione del Partito Fascista. Come indicato sulla Gazzetta Ufficiale, infatti, qualsivoglia movimento o associazione che ha “finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà” non è consentita.
Il tribunale ha condannato a un anno e mezzo di carcere gli imputati che non hanno partecipato attivamente all’aggressione. Gli altri sette dovranno scontare due anni e mezzo. I capi d’accusa non concernano esclusivamente la violenza, ma anche la trasgressione della legge Scelba. In particolare, sono stati violati il primo e il quinto articolo che vietano la riorganizzazione del partito e le manifestazioni fasciste volte alla sua ricostituzione.
La ricostruzione dei fatti avvenuti nel 2018
A seguito della manifestazione antifascista, alcuni contestatori si sono diretta la sera del 21 settembre 2018 verso la stazione. L’aggressione dei sette militanti è avvenuta poco distante dal circolo Kraken, in via Eritrea, la sede barese di CasaPound. Le vittime hanno raccontato la violenza subita, affermando: “Ci hanno inseguito, rincorso e ci hanno aggredito con mazze e cinghie, ho visto anche una catena”. Claudio Riccio, militante di Sinistra Italiana, si è costituito parte civile nel processo. Ha ricordato quegli attimi di terrore, dichiarando: “Stavamo tornando a casa alla spicciolata dopo la manifestazione. Vicino a noi c’era anche una mamma con un bambino piccolo nel passeggino, quando il gruppo dei militanti di CasaPound ci ha raggiunto, da subito con modalità aggressive, facendo vedere catene e strumenti atti ad offendere e, nonostante avessimo cercato di evitare lo scontro, sono venuti ad aggredirci”. Una violenza inaudita che oggi, 2026, è stata finalmente condannata.
Stefania Cirillo





