Il Consiglio di pace presieduto dal presidente Donald Trump avrà luogo oggi, giovedì 19 febbraio 2026. Nella giornata odierna la prima riunione ufficiale, almeno in linea di massima, tratterà la transizione e la ricostruzione di Gaza. Attualmente i paesi che hanno deciso di farvi parte, secondo alcune informazioni che potrebbero subire modifiche, sono circa venti. Tuttavia, ognuno di questi è unito da un pensiero comune: compiacere Trump.

Quali saranno i membri del Consiglio di Pace presieduto da Trump?

In più occasioni è emerso il punto cardine per ottenere un seggio permanente al Board of Peace di Trump, cioè il versamento di un miliardo di dollari. Tra coloro che hanno deciso di rifiutare vi rientra: Germania, Francia, Regno Unito e Città del Vaticano. Russia e Cina, invece, non hanno ancora formalmente risposto. Gli unici che hanno scelto di partecipare, seppur in qualità di osservatori, sono proprio l’Unione Europea e l’Italia. Il governo di Giorgia Meloni, dopo un’iniziale rifiuto legato a ragioni tecniche e politiche, ha cambiato idea poco prima del Consiglio. Difatti, scegliere di partecipare in queste vesti consapevole di aggirare i seguenti ostacoli.

Non mancano all’appello altri alleati storici di Trump, quali l’Ungheria, l’Argentina ed El Salvador. Poi, i paesi che solo recentemente hanno iniziato a cercare di ingraziarsi Trump, troviamo la Cambogia, il Pakistan e la Bielorussia. Molti, infatti, hanno tenuto conto che l’ingresso nell’organizzazione rappresenta il modo più rapido e sicuro per avere una relazione diretta con Trump. Un punto da non sottovalutare è la presenza di Israele, lo stesso paese che sta attuando il genocidio e la distruzione del popolo palestinese da ormai due anni.

L’elenco effettivo, per ora, prevede: Israele, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Turchia, Egitto, Marocco, Pakistan, Ungheria, Kosovo, Albania, Bulgaria, Bielorussia, Argentina, Paraguay, Kazakistan, Mongolia, Uzbekistan, Indonesia, Vietnam, Cambogia, El Salvador, oltre agli Stati Uniti. A questi si aggiungono i pesi che hanno scelto di partecipare come osservatori o partecipanti attivi pur non essendo membri, cioè: Italia, Grecia, Finlandia, Repubblica Ceca, Romania, Messico, Giappone, più l’Unione Europea.

Ricostruzione della Striscia di Gaza, ma non solo

Molti hanno evidenziato come la maggior parte dei paesi che hanno deciso di prendere parte al Consiglio di Pace sono sotto dittatura o includono governi autoritari. La riunione con i vari membri tratterà la ricostruzione nella Striscia di Gaza, ma non solo. L’obiettivo è di trattare anche altri conflitti per affiancare le Nazioni Unite, compresi i vari enti su cui si basa la politica internazionale.

Stefania Cirillo