Con il suo colpo di teatro (che, ormai, inizia ad avere un effetto sempre minore), Donald Trump ha nuovamente cambiato idea riguardo all’ipotettica restituzione delle isole Chagos da parte del Regno Unito a Mauritius. Sul Diego Garcia, l’atollo maggiore dell’arcipelago, è situata un’importante base aeronavale che gli Stati Uniti gestiscono insieme al governo britannico e, proprio per questo, il presidente era intenzionato a bloccare la cessione.
Il patto era stato firmato a maggio, ma non ancora ratificato dal parlamento britannico. Le insistenti pressioni del leader americano avevano rallentato l’iter, e il primo ministro britannico Keir Starmer si era visto costretto a ricominciare a discuterne con lui. L’accordo prevede che il Regno Unito continui a controllare l’isolotto per novantanove, estendibili di quaranta, in cambio di un pagamento annuale di centouno milioni di sterline.
Il ripensamento di Trump sull’accordo tra Regno Unito e Mauritius
Giovedì, il presidente ha dichiarato di essersi confrontato al telefono con il premier inglese, riconoscendo come quest’ultimo abbia fatto «il meglio che poteva». Il tycoon ha poi aggiunto che, in futuro, il governo statunitense potrà sempre decidere di intervenire militarmente, qualora le isole Chagos non rispettino le condizioni. Si tratta del secondo dietrofront di Trump. nizialmente l’amministrazione era apparsa favorevole alla trattativa ma, alla fine del mese scorso, lui stesso aveva definito il progetto una «grandissima stupidità».
Sul suo social Truth aveva scritto: «Incredibilmente, il nostro “brillante” alleato della NATO, il Regno Unito, sta attualmente pianificando di cedere l’isola di Diego Garcia, sede di una vitale base militare statunitense, a Mauritius, e di farlo SENZA ALCUN MOTIVO. Non c’è dubbio che Cina e Russia abbiano notato questo atto di totale debolezza. Queste sono potenze internazionali che riconoscono solo la FORZA. È per questo che gli Stati Uniti d’America, sotto la mia guida, sono ora, dopo solo un anno, rispettati come mai prima d’ora. La cessione da parte del Regno Unito di terreni estremamente importanti è un atto di GRANDE STUPIDITÀ. È l’ennesimo di una lunghissima serie di motivi di sicurezza nazionale per cui la Groenlandia deve essere acquisita. La Danimarca e i suoi alleati europei devono FARE LA COSA GIUSTA. Grazie per l’attenzione a questa questione. PRESIDENTE DONALD J. TRUMP».
Secondo Starmer, i capricci presidenziali erano solo una “ripicca” nei confronti del Regno Unito. Il governo britannico, infatti, si era opposto ai piani di Trump riguardo all’annessione della Groenlandia.
Federica Checchia





