TonyPitony è uno degli artisti più chiacchierati e divisivi della nuova scena italiana: siciliano, siracusano classe 1996, in meno di un anno è passato dall’essere un nome da nicchia social a occupare i primi posti delle classifiche. La sua identità anagrafica è praticamente l’unico dato certo, tutto il resto è schermato da una maschera da Elvis Presley. La musica di Tony Pitony si muove tra pop, funk, rnb ed elettronica, spesso riproposta anche in versioni acustiche che mettono in luce una voce solida e arrangiamenti tutt’altro che improvvisati. Brani come “Donne ricche”, “Mi piacciono le nere”, “Balù” o la discussa “Culo” fanno il giro dei social e delle piattaforme streaming, fino a portarlo ai vertici delle classifiche digitali.

Nel 2025 pubblica l’EP digitale “Peccato per i testi”, mentre il 2026 segna un ulteriore salto: Tony Pitony firma “Scapezzolate”, sigla ufficiale del FantaSanremo 2026, il gioco parallelo più irriverente legato al Festival. Il brano consolida il suo ruolo di volto perfetto per raccontare lo spirito anarchico e goliardico della kermesse.

L’origine del nome TonyPitony

L’origine del nome TonyPitony viene dalla scuola: parlando con gli amici di quanto fosse curioso il nome di Cristoforo Colombo, nasce una folle catena su WhatsApp di scambi su nomi con cognome di animale. Da qui emergono due nomi che a lui piacevano tantissimo, ovvero Tano Gabbiano e appunto TonyPitony. Ispirandosi (anche) al cantante neomelodico Tony Colombo, scelse poi TonyPitony, nome che chiaramente ha un riferimento ironico con il suo doppio senso e per di più, suona benissimo.

Perché indossa una maschera di Elvis

La scelta risale proprio a quel famoso provino di X Factor dove venne escluso. Aveva tre opzioni di scelta: una maschera dell’Opera che avrebbe nascosto mezzo volto, una maschera veneziana (ipotesi rifiutata completamente) oppure un travestimento molto “economico” da Elvis. L’ha convinto la disparità tra l’iconico e elegante crooner (sul palco TonyPitony si muove un po’ come faceva Elvis Presley) e lo stile satirico e dissacratorio che emerge dalle canzoni e dal suo personaggio. In linea più generale, la scelta della maschera è naturalmente guidata dal desiderio di non essere riconosciuto, anche se non esclude in futuro la possibilità di poterla togliere.