Le forze di sicurezza del Messico hanno annunciato l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, detto «El Mencho», fondatore e leader del Cartel Jalisco Nueva Generacion (Cjng), la banda criminale più temuta del Paese.
El Mencho è stato intercettato e ucciso nei pressi della località di Tapalpa, nello Stato di Jalisco. Colonne di fumo si sono sollevate dalla città turistica di Puerto Vallarta e gente in preda al panico è stata vista all’aeroporto locale. Allerte sulla sicurezza sono state emesse anche negli Stati di Guanajuato e Baja California, mentre gli Usa hanno raccomandato i concittadini che si trovano negli Stati di Jalisco, Tamaulipas, Michoacán e Nuevo León a “rimanere in casa a causa delle operazioni di sicurezza, dei relativi blocchi stradali e delle attività criminali”.
Sono almeno 26 al momento i morti confermati dalle autorità in seguito alle violenze. Tra le vittime civili figurano una donna al terzo mese di gravidanza e 17 agenti delle forze dell’ordine: quindici membri della Guardia Nazionale, un agente della Procura e una guardia carceraria. Sul fronte criminale si registrano otto decessi. Le forze dell’ordine hanno inoltre arrestato 27 persone: undici per gli episodi di violenza e 14 per i saccheggi ai danni di attività commerciali e istituti di credito.
Il dipartimento di Stato americano aveva offerto una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni che portassero all’arresto di El Mencho. A febbraio, l’amministrazione guidata da Donald Trump ha designato il cartello come organizzazione terroristica straniera.
El Mencho – nato nel 1966 e inserito da Washington nella lista dei criminali più ricercati – era accusato dal dipartimento di Giustizia Usa di reati di narcotraffico e criminalità organizzata. La Drug Enforcement Administration (Dea) descrive il Cjng come una delle organizzazioni criminali più potenti in Messico. Rapporti pubblici dell’agenzia indicano che il gruppo ha utilizzato tattiche militari, armi di alto calibro e strategie di propaganda per proiettare il potere.
“L’uccisione di El Mencho, uno dei più spietati e sanguinari boss della droga, è una grande notizia per il Messico, gli Stati Uniti, il Sud America e il mondo”, ha detto il vicesegretario di Stato americano Christopher Landau, dicendosi tuttavia “preoccupato” per le scene di violenza che si sono susseguite in Messico. “Non è una sorpresa che i cattivi rispondano con il terrore”, ha aggiunto.
Chi era El Mencho
Ex poliziotto messicano, Oseguera era diventato il leader del Cjng, considerato il gruppo criminale più potente del paese e principale trafficante di cocaina verso gli Stati Uniti. Il cartello controllava anche traffico di carburante e numerosi altri racket illegali tra Messico e Usa, grazie a centinaia di uomini armati e ben addestrati, conosciuti come Special Force of the High Command, equipaggiati anche con lanciagranate RPG-7. Secondo le autorità, il boss raramente lasciava il suo rifugio montano e utilizzava sofisticate tattiche paramilitari per proteggere il suo territorio, che si estendeva soprattutto nello stato di Jalisco e si stava espandendo nel Michoacán. Oseguera era inoltre alleato con la fazione “Chapitos” del cartello di Sinaloa, in guerra contro il gruppo rivale dei “Mayitos”.
Oseguera era visto da alcune comunità locali come una figura quasi paterna, grazie a eventi organizzati dal cartello e donazioni di cibo, medicine e giocattoli. Nato povero e venditore di avocado, era stato arrestato nel 1994 per traffico di eroina negli Stati Uniti, scontando quasi tre anni in prigione in California prima di essere deportato in Messico, dove ha poi fondato il suo impero criminale nel 2011.





