Il presentatore dei BAFTA 2026 ha tenuto un discorso sui film candidati quest’anno alla 79esima edizione dei Bafta Film Awards. La cosa interessante è stato tirare le fila concettuali delle pellicole in gara, tutte fatalmente accumunate da un ritmo di fondo: un moto convulso, nevrotico, adrenalinico. Pura coincidenza? O forse dobbiamo avvalorare quanto il cinema riesca a far trasparire lo spaccato politico in cui viviamo? Schegge di realtà, tramutate in pellicole cinematografiche che parlano di noi e dei sentimenti comuni dell’era trumpiana. Scopriamo il discorso del presentatore Alan Cumming, che con trovate ironiche e brillanti, ha parlato a tutti nel nostro presente.

Una carrellata di film… Ma sull’ansia!

“Guardare i film di quest’anno è stato come prendere parte a un esaurimento nervoso collettivo”, ha detto Alan Cumming prima di riassumere alcuni dei più grandi contendenti alla stagione dei premi. “Hamnet un film sulla morte infantile, One Battle After Another, stress costante, sbrigati Leo […] Sinners, qualsiasi scozzese o irlandese vi dirà, non lasciate mai entrare i cantanti folk a una festa. Sono sempre vampiri. Oh, e Marty Supreme è stato così pieno di ansia guardarlo, è stato come fare un allenamento per gli addominali e un cane è quasi morto. Come osate?”

Difatti i film in gara sclerotizzano la fame di arrivare, come in Marty Supreme, o esasperano la corsa alla rivoluzione, come in Una battaglia. Qualcosa sta cambiando. Colpa del fanatismo umano contro le autorità o di un mondo capitalista e corrotto? Di certo il cinema assolve bene il suo mandato: parlare di minacce aliene in un mondo alienato, come in Bugonia, e destare l’uomo distratto, facendogli guardare il presnete da nuovi ed inediti punti di vista.

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Dov’è che stiamo andando?

Il discorso di Alan Cumming poi continua:”Bugonia, con Emma Stone, la persona più adorabile del mondo. Non più. L’hai visto? Vuole ucciderci tutti […] persino ‘Bridget Jones’ – hanno ucciso Colin Firth, chi lo fa?”

Poi ho pensato, lo so, guarderò un bel film d’animazione per rilassarmi e tirarmi su di morale. Conoscete la trama di ‘Zootropolis 2′? Bugie, leader corrotti, avvelenamento e persecuzione di una razza. Troppo presto, Disney. Forza, gente. Dateci un po’ di tregua. Che fine ha fatto l’evasione dalla realtà? Sono esausto. È quasi come se, non so, ci fossero eventi in corso nel mondo reale che influenzano i registi. Qualcuno sa di cosa sto parlando? No? Vi suona familiare, americani in particolare? Sapete, penso che sarebbe una buona idea se tutti facessimo un unico, grande urlo primordiale collettivo. Pronti? Ok, urliamo contando fino a tre. Siete pronti? 123, aaarggggh. È stato meglio, vero?”

Alan Cumming

In particolare, Cumming, conduttore di The Traitors US, non ha fatto alcun riferimento alla politica britannica o, in particolare, ad Andrew Mountbatten-Windsor, ex Duca di York, arrestato la scorsa settimana con l’accusa di cattiva condotta in un ufficio pubblico. Il nipote dell’ex Duca, il Principe William, era in prima fila tra il pubblico in quanto presidente dei BAFTA.

Parlando prima della premiazione, Cumming ha dichiarato alla Press Association: “So che devo trovare un equilibrio tra celebrazione e malizia, ma non sarò troppo satirico o cattivo perché siamo lì per celebrare i successi delle persone”.

Una riflessione sul presente, ma con intelligente ironia

Anche stavolta si è scelto il silenzio stampa sulle tematiche politiche, come al Festival di Berlino. E’ stata persino firmata una petizione da parte di molti attori in Germania, tra cui Javier Bardem e Tilda Swinton, contro il modus operandi della Berlinale, secondo cui la politica è doveva rimanere un argomento a latere, o come è stato, assente.

In un’epoca in cui l’Ice compie ogni giorno feroci esecuzioni in strada, negli Usa, e la politica trumpiana fa scricchiolare i diritti dell’uomo, è possibile premiare il cinema senza parlare di quanto sta avvenendo? Forse sì, ma in un modo molto sottile. Alan Cumming ai BAFTA sceglie di trattare solo in maniera obliqua e ironica la tematica, e soprattutto adattandola ai protagonisti della serata: i film. Quegli stessi film che, allo stesso modo, obliquamente, riflettono lo stato psichico dell’uomo contemporaneo: di corsa, frustrato, ma con un bagliore di impeto rivoluzionario negli occhi. Tra paura e voglia di cambiare le cose, il cinema dice già tutto. O come fa Leonardo in Una Battaglia dopo l’altra, lo grida!

Doriana Gatta