Quando si parla di Tullio De Piscopo si pensa all’energia travolgente di Andamento lento. Ma la moglie Dina lontano dai riflettori, è la dimensione più privata e protetta della sua vita nonché il punto fermo del batterista.
Dina, ecco chi è la moglie di Tullio De Piscopo

Legato da sempre a Dina, il batterista Tullio De Piscopo vive da anni la sua storia d’amore con la moglie da cui sono nate due splendide figlie, Giusy e Michela. Dell’eccellente carriera di De Piscopo si sa molto, ma della sua vita privata di meno in quanto l’artista custodisce gelosamente la sua privacy e ha sempre vissuto il suo amore con la moglie Dina lontano dalle luci del gossip; trovare informazioni sulla loro storia d’amore e sulla meravigliosa famiglia che hanno creato è difficile, essendo molto attenti alla loro vita privata. Dina non appartiene al mondo dello spettacolo e non rincorre la visibilità. Tuttavia, una attestazione del loro amore può essere estrapolata da alcune dichiarazioni rilasciate da Tullio De Piscopo in un’intervista per Il Giorno:
“Grazie ai primi guadagni ho coronato il mio sogno, comprare una grande casa a Milano in cui vivo con mia moglie e insieme abbiamo cresciuto le nostre figlie. Questa città mi ha dato tutto e mi ha salvato anche la vita”.
E ancora, ha aggiunto:
”Recuperare il tempo è ora una priorità per me; quello che non ho dedicato alle mie figlie, ma che voglio recuperare con i miei nipoti”.
Tullio De Piscopo, la carriera
La carriera di Tullio De Piscopo è segnata da talento ed energia. Nato a Napoli nel 1946, si afferma negli anni Settanta come batterista di grande livello, collaborando con importanti artisti del panorama jazz e pop internazionale. Il suo stile fonde tecnica jazz, groove funk e radici partenopee, rendendolo immediatamente riconoscibile. Negli anni Ottanta raggiunge il successo popolare con l’iconico brano Andamento lento. Parallelamente, porta avanti una solida carriera solista tra jazz e musica mediterranea, esibendosi nei principali festival e confermandosi come uno dei batteristi italiani più influenti e apprezzati anche grazie al sodalizio con Pino Daniele.
A Rolling Stone, il grande batterista ha raccontato:
”Affrontavo una brutta malattia e non l’avevo detto a nessuno. Così gli raccontai una scusa per non andare a suonare, ma lui non mi credette. Mi raggiunse a Milano, parlammo tanto e mi dette la forza di riprendere da capo. È così che abbiamo ricominciato la grande avventura insieme”.
E, sulla scomparsa di Pino Daniele ha ricordato:
”Ero in albergo a Salerno, avevo fatto un concerto. Mi stavo rilassando e l’indomani sarei ripartito, era proprio il 5 gennaio 2015. Io non accendo mai la tv, così con mia moglie ci siamo svegliati presto, stavamo facendo colazione e a un certo punto un signore venne da me per chiedermi una foto. Rimanemmo a parlare qualche minuto e a un certo punto mi disse: “Ma ha saputo di Pino?” e iniziò a scorrere sul tablet le notizie che passavano. Quando vidi quello che era accaduto, mia moglie, che capì al volo, mi mise dietro una sedia perché rischiai di cadere a terra. Iniziai a sentirmi male, chiamarono l’ambulanza e mi ricoverarono. Solo che dopo un po’ non potevo non andare a trovare Pino. Così firmai per uscire e non so come riuscii ad arrivare da Salerno a Roma. All’ospedale romano, di nuovo non mi sentii bene e mi fecero altri controlli. Se ho superato quella tragedia e quel dolore è stato solo per amore di Pino e grazie alla mia famiglia”.





