Udienza rimandata ad aprile. Tod’s, nell’ambito dell’inchiesta sul caporalato, ha chiesto il rinvio per continuare ad effettuare i controlli sulla filiera produttiva e documentare in maniera compiuta tutto ciò che è stato fatto finora. Questo è quanto emerso dall’udienza davanti al gip di Milano Domenico Santoro: il procedimento ipotizza pratiche di caporalato nella catena di subappalti della produzione. Il tutto parte da una richiesta del pm Paolo Storari di interdittiva dal fare pubblicità dei prodotti del brand per 6 mesi.

Tod’s, udienza per caporalato rimandata ad aprile

Considerata la richiesta dei legali, il giudice ha deciso di aggiornare l’udienza al prossimo 20 aprile. Inoltre, se la Procura valuterà che il colosso ha fatto ulteriori passi avanti sulla questione controlli, potrà anche revocare la propria istanza. Gli avvocati della società, Francesco Mucciarelli e Luisa Mazzola, tramite la deposizione di documenti, hanno sottolineato i miglioramenti delle piattaforme, ma anche dei modelli organizzativi. Sottolineano, inoltre, l’inserimento degli “audit a sorpresa” per le verifiche. Per quanto riguarda invece il reato di caporalato, attualmente sono indagati tre manager di Tod’s e la stessa società, per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Nell’istanza di rinvio i legali avevano sottolineato la “risoluzione di tutti i contratti con i fornitori della filiera” sotto indagine. Per questo, quindi, non ci sarebbe il rischio di “reiterazione”. Sempre in questo documento si elencavano le “attività di rafforzamento, attualmente in corso, del complessivo sistema di controllo di Tod’s”. Inoltre, l’azienda intende “proseguire nel percorso di rafforzamento e adeguamento”. Ora ci sarà da attendere dunque “il completamento delle attività attualmente in corso di implementazione”. Questa implementazione è andata avanti in questi mesi su vari fronti. Di qui il rinvio per avere un quadro completo.

Marianna Soru