Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha sanzionato l’ambasciatore statunitense Charles Kushner poiché non si è presentato a una convocazione. Quindi, quali saranno le conseguenze della sua mancata partecipazione?
Charles Kushner sanzionato da Barrot, ma perché?
A seguito della morte di Quentin Deranque, militante di estrema destra deceduto in una rissa contro un gruppo di estrema sinistra, l’ambasciatore aveva ripostato un commento fatto dall’amministrazione Trump. Il post, di cui Barrot voleva chiarimento, dice: “il radicalismo violento di sinistra è in aumento e che il suo ruolo nella morte di Quentin Deranque dimostra la minaccia che rappresenta per la sicurezza pubblica”. Senza indugi il ministro degli Esteri aveva commentato, sottolineando che è inammissibile “qualsiasi tentativo di utilizzare questa tragedia per scopi politici”. L’intenzione di Barrot, quindi, era di chiedere chiarimenti. Tuttavia, Kushner non si è presentato. Secondo l’agenzia di stampa AFP, la sua assenza era legata a motivi personali. Per questa ragione aveva scelto di mandare al suo posto un funzionario dell’ambasciata.
Da quando Charles Kushner è diventato ambasciatore la scorsa estate, il ministro degli Esteri lo ha convocato già due volte. Nella prima occasione, ad agosto, il governo francese non aveva apprezzato particolarmente i commenti di Kushner pubblicati in una lettera sul Wall Street Journal. I commenti erano delle vere e proprie accuse rivolte al presidente Macron riguardo il suo scarso impegno contro l’antisemitismo. Attualmente non è ben nota la conseguenza della sanzione, per ora l’ambasciatore potrà continuare a svolgere le sue funzioni in attesa di un prossimo incontro con il ministro.
Stefania Cirillo





