Kabir Bedi ha avuto tre figli da due matrimoni diversi, Pooja Bedi (attrice e conduttrice) e il compianto Siddharth Bedi (morto suicida nel 1997 a 25 anni a causa della schizofrenia) con la prima moglie Protima, e Adam Bedi (attore e modello) con la seconda moglie Susan Humphreys. 

Chi sono i tre figli di Kabir Bedi

Pooja ha intrapreso una carriera nel mondo dello spettacolo. Nel corso degli anni ha preso parte a vari programmi televisivi di successo come Bigg Boss e Fear Factor, oltre ad ottenere successo come attrice nel panorama di Bollywood.

L’altro figlio di Kabir, Adam Bedi, è invece nato dal matrimonio con Susan Humphreys e lavora come modello e attore. Come dicevamo, Kabir Bedi ha subito una grande perdita nel 1997, la morte di Siddhart, suicidatosi a soli 26. Un episodio che ha profondamente segnato la vita del celebre attore di Sandokan.

“Mio figlio Adam lavora a Los Angeles, ha trovato moglie dopo un divorzio, mi ha dato molta felicità il fatto che i miei figli abbiano trovato gioia, come è successo a me…”, sottolinea orgoglioso Kabir Bedi. L’attore spende parole al miele anche per la sua attuale moglie, Parveen Dusanji, per la quale dice di nutrire profonda gratitudine: “Mia moglie mi ha dato tanto amore tanta gioia e ha cambiato la mia vita in modo molto positivo. Provo profonda gratitudine per tutto quello che ha portato dentro la mia vita”.

Siddharth Bedi, invece, era il figlio di Kabir Bedi e della sua prima moglie Protima Bedi: è morto nel 1997, a soli 25 anni, per suicidio. La decisione di togliersi la vita è arrivata in virtù delle sofferenze provocategli dalla schizofrenia depressiva. Non è stato semplice per l’attore affrontare il lutto. “È il più grande dolore che esiste”, ha affermato nel corso della sua partecipazione al Grande Fratello Vip. I genitori erano a conoscenza della malattia che da tempo affliggeva il ragazzo, ma non sono riusciti a fare nulla per evitare il drammatico epilogo. “Lui era molto gentile, un buon uomo, non un violento. Soffriva di schizofrenia e per tre anni nessuno aveva capito bene cosa succedeva con varie diagnosi. Poi dopo un incidente in Canada era diventato violento. L’ho portato a Los Angeles per curarlo. Lui era molto intelligente ma ha perso la sua speranza ed ha preso la sua decisione dopo un discussione con me. Nel libro ho scritto un confronto tra un padre che vuole impedire al figlio di fare una cosa del genere.”