Il governo della Malaysia, a maggioranza mussulmana, indentifica l’omosessualità come un crimine. Dall’era coloniale dell’Impero britannico, i diritti LGBT+ sono inesistenti e le misure adottate nei confronti delle persone queer lo dimostra. Sono state applicate restrizioni e provvedimenti in moltissime occasione, quindi era solo questione di tempo prima che due note app di incontri venissero bloccate. I siti in questione sono proprio Grindr e Blued, attualmente inagibili.
Il blocco di Grindr e Blued non sono l’unica forma repressiva in Malaysia
La Commissione per le Comunicazioni e i Media, cioè l’autorità della Malaysia che si occupa di gestire le telecomunicazioni, ha ufficialmente reso inutilizzabili le app di Grindr e Blued. Il blocco delle due piattaforme, realizzate per le persone omosessuali, si mostra come l’ennesima forma di repressione. Questo divieto, tuttavia, non sembra essere sufficiente per il ministero delle Comunicazioni malese. È stato affermato, infatti, che l’autorità stanno valutando ulteriori misure per bloccare le app anche dai rispettivi siti. L’intenzione è così ferrea da arrivare a voler coinvolgere direttamente Google e Apple, i due store da cui è possibile scaricare le applicazioni.
Come accennato in precedenza, la Malaysia si posiziona tra i Paesi che vedono nell’omosessualità un crimine. L’organizzazione non governativa, Human Rights Watch, afferma che: “la discriminazione contro le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) è diffusa in Malaysia”. Ne è un esempio quando accaduto nel 2023 con il festival musicale a Kuala Lumpur. Il governo, dopo che due membri della band The 1975 si erano baciati sul palco, aveva fatto annullare il concerto. O, ancora, quando venne imposta la confisca di orologi realizzati dall’azienda Swatch poiché celebravano il mese del Pride. Tuttavia, la repressione non si limita a questo, ma si estende anche ad altre piattaforme. Devono essere applicati, infatti, rigidi controlli per i contenuti considerati pericolosi. In caso contrario queste app potrebbero essere disattivate.
Stefania Cirillo





