Altro giro, altra corsa. Sanremo 2026 fatica a decollare, ma il pubblico premia Carlo Conti (anche se i numeri sono in calo rispetto all’anno scorso). I primi quindici artisti tornano a cantare il loro brano, mentre si delinea la finale nella sezione Nuove Proposte. Questa sera sarà la volta dell’altra quindicina ma, in attesa di riascoltarli, ecco le pagelle della seconda serata.
Sanremo 2026, le pagelle della seconda serata: Angelica Bove e Nicolò Filippucci sono i finalisti della sezione Nuove proposte
Nicolò Filippucci – “Laguna”: emozionato, ma convincente. La presenza scenica c’è, la voce pure. Il margine di miglioramento è ampio, ma la materia prima è promettente. Passa meritatatamente il turno. Voto 7,5.
Blind, El Ma & Soniko – “Nei miei DM”: simpatici, scanzonati e complici tra loro. Peccato vederli andar via, ma avranno altre occasioni. Voto 6,5.
Mazzariello – “Dichiarazione d’amore”. La somiglianza fisica con Fulminacci è a tratti disturbante, ma Mazzariello ha un’identità artistica ben definita, e la sua canzone diventerà quasi sicuramente una hit. Voto 8.
Angelica Bove – “Mattone”: emozionata ed emozionante, Angelica canta con delicatezza e si capisce chiaramente quanto senta in profondità ogni parola. Meriterebbe la vittoria tra le Nuove Proposte. Voto 8.
Patty Pravo diva senza tempo, Tommaso Paradiso ritrova la sua sicurezza
Patty Pravo – “Opera”: la Divina Patty sfoggia il suo miglior look natalizio e torna a mangiarsi il palco con la classe che la contraddistingue. Siamo ancora alla seconda serata, ma si sente già odore di Premio della Critica, o giù di lì. Diva. Voto 7.
LDA & Aka 7even – “Poesie clandestine”: un po’ Malavita dei Coma_Cose, un po’ Anema e Core di Serena Brancale, un po’ Gigi nel periodo spagnolo. È tutto già sentito, ma i due Luca si vogliono bene e l’affiatamento tra di loro è visibile anche sul palco. Più che colleghi, sembrano due compagni di banco in gita scolastica e, almeno all’apparenza, stanno vivendo questo Sanremo con la giusta leggerezza. Beata gioventù. Voto 6,5.
Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”: un po’ meno emozionato rispetto alla prima performance e, forse anche per questo, leggermente meno efficace. A Enrico, però, vogliamo molto bene da quando rinunciò alla finale di Amici di Maria De Filippi per amore dell’allora fidanzata Elena D’Amario, quindi vale tutto. Principe azzurro. Voto 6,5.
Tommaso Paradiso – “I romantici”: il debutto sul palco dell’Ariston ha sempre una portata emotiva non da poco, anche per i più “scafati”. Superato l’impatto della prima serata, Tommaso si mostra più sicuro della propria voce, e regala una performance con meno sbavature e maggiore intensità. Forse, aveva semplicemente bisogno di rompere il ghiaccio. Come un Diesel. Voto 7.
Elettra Lamborghini – “Voilà”: Nonostante, volendo, il suo cognome le consentirebbe di comprare l’intera Sanremo e buona parte della Liguria, Elettra è sempre spontanea, divertente e umile. È palesemente molto contenta di essere sul palco dell’Ariston, e si vede che ha studiato. Qualcuno, dalla galleria, le urla “Si ‘na pret”, e se lo merita tutto. Granitica (anche di fronte alle critiche). Voto 7.
Sanremo 2026, le pagelle della seconda serata: Ermal Meta si espone, Levante brilla (e non solo per il vestito)
Ermal Meta – “Stella stellina”: a Ermal Meta va riconosciuto senza alcun dubbio il merito di aver riempito l’assordante omertà intorno al conflitto in Palestina con una ninna nanna delicata, ma mirata e che arriva al cuore. Al termine dell’esibizione, dichiara che i bambini (di Gaza e non) dovrebbero fare rumore, e non silenzio, mandando di traverso diversi bocconi ai vertici Rai. Coraggioso. Voto 7.
Levante – “Sei tu”: sofisticata, sinuosa, accorata. I tempi di Pezzo di Me sono lontani, ma questa Levante 2.0 è assolutamente magnetica. Dopo aver ascoltato la versione in studio della sua canzone, preferiamo quella live, forse imprecisa, ma più sincera e sentita. Claudia è così perfetta in ogni inquadratura che viene quasi da sperare che, quantomeno, qualche doppia punta ce l’abbia anche lei. Neanche un’unghia incarnita? Voto 8.
Bambole di Pezza – “Resta con me”: brave, intonate, energiche, indiscutibilmente forti, ma l’amaro in bocca per quel testo così banalotto non accenna ad andar via. Che fastidio! (cit.). Voto 6.
Chiello – “Ti penso sempre”: a metà tra il personaggio di un anime e un cosplayer di Andy dei Bluvertigo, Chiello continua a sorprendere con il suo brano orecchiabile e assolutamente non scontato. La querelle con Morgan aggiunge un po’ di pepe a un Festival senza particolari picchi di trash, e c’è chi spera in un nuovo Bugo-Gate. Che succede? Voto 7,5.
J-Ax – “Italia starter pack”: dal suo look, non è ancora ben chiaro se J-Ax voglia rendere omaggio alla cultura irlandese o produrre della Simmenthal, ma queste sonorità un po’ folk, un po’ ranch nel Montana, funzionano e, in qualche modo, si insinuano sotto la pelle. La canzone ricorda vagamente Wake me up di Avicii, e “svegliami quando è finita” è anche quello che ognuno sta chiedendo ai propri affetti, prima di abbioccarsi sul divano. So wake me up when It’s all over. Voto 7,5.
Ditonellapiaga vince tutto, Nayt potrebbe essere l’outsider che frega tutti
Nayt – “Prima che”: Comunque andrà a finire, questo Festival verrà ricordato per le performance degli outsider, spesso superiori a quelle di alcuni dei loro colleghi più navigati. Il tempismo, però, non sembra essere decisamente dalla parte del povero Nayt, che si ritrova a esibirsi in orari in cui il pubblico non riesce ad apprezzare come dovrebbe il suo pezzo, che non è per niente male e, come dimostra l’ultima votazione, potrebbe riservare delle sorprese. Good Nayt. Voto 7.
Fulminacci – “Stupida sfortuna”: chi entra papa, molto spesso, esce cardinale, e questa ondata di approvazione per la sua Stupida sfortuna rischia di rivelarsi controproducente. Lui, per confondere le acque e non dare l’impressione di tenerci, arriva vestito da Ragionier Filini, ma la canzone continua a essere tra le migliori dell’edizione. In odor di santità. Voto 8.
Fedez & Masini – “Male necessario”: la coppia Masini-Fedez continua a risultare strana, ma i due ricevono grandi applausi e, quasi sicuramente, saliranno sul podio. Con i suoi acuti, Masini sveglia platea, galleria e pubblico a casa, che aveva abbandonato la competizione da venti minuti buoni. Medagliati. Voto 6,5.
Dargen D’Amico – “Ai ai”: Dargen arriva con indosso uno strano poncho, forse trovato nello stesso posto in cui J-Ax sta facendo incetta di cappelli da cowboy. Rispetto alla prima sera, la sua esibizione è più convincente, e la versione in studio del pezzo merita molto. Decisamente più del suo mantello. AI AI Carramba. Voto 7.
Ditonellapiaga – “Che fastidio”: la canzone, la performance, i ballerini, la cazzimma. Margherita, quest’anno, non ne ha sbagliata una e, nonostante l’ora tarda, è impossibile non essere trascinati dalla sua energia. La buttiamo lì: a maggio, a Vienna, ci sarà un altro festival, per il quale lei sarebbe perfetta. Mentre ci pensate, noi andiamo a dormire. Materiale da Eurovision. Voto 8,5.
Federica Checchia





