Un tribunale della Georgia, negli Stati Uniti, ha giudicato Colin Gray colpevole di omicidio e altri reati riguardo a una sparatoria in una scuola; a compierla, però, è stato suo figlio. I fatti risalgono al 2024, quando il ragazzo, di nome Colt, aveva appena quattordici anni.
Il teenager aveva già attirato l’attenzione della polizia federale prima dell’aggressione, quando erano arrivate delle segnalazioni anonime su qualcuno che minacciava di compiere un attacco in una scuola. L’FBI aveva inoltrato le segnalazioni alla polizia locale, che aveva interrogato entrambi i Gray. In quell’occasione, il padre aveva confermato di avere delle armi da caccia in casa, ma aveva negato il fatto che il figlio potesse avervi accesso senza la sua supervisione. Le autorità non avevano a disposizione sufficienti elementi per procedere con un arresto, e si erano limitate ad avvisare le scuole locali di tenere monitorato il soggetto.
A Natale, Colin Gray aveva regalato al figlio un fucile
I giudici hanno ritenuto Gray colpevole di tutti i ventisette capi d’accusa per cui si trovava a processo. Secondo l’accusa, avrebbe ignorato gli evidenti segnali di violenza del figlio. Gli avrebbe permesso inoltre di avere accesso alle armi poi utilizzate nella sparatoria, regalandogli addirittura un fucile per Natale. Nel corso dell’iter giudiziario, è stata chiamata a testimoniare anche la madre di Colt, Marcee Gray. La donna ha rivelato di aver più volte cercato di convincere suo marito a sottrarre le armi all’adolescente, temendo che potesse utilizzarle, com’è poi effettivamente accaduto. Lei e il Colin si erano separati poco prima della sparatoria, e il figlio viveva con il padre.
Il giudice deve ancora stabilire la pena per Colin Gray. I reati di omicidio volontario e omicidio colposo, al centro della condanna, prevedono dai dieci ai trent’anni di reclusione. Il processo contro Colt Gray, a sua volta imputato di cinquantacinque capi d’accusa, tra cui quello di omicidio, è invece ancora in corso.
Federica Checchia





