La guerra in Medio Oriente, loStretto di Hormuz chiuso e l’ipotesi che la Russia interrompa le esportazioni di gas verso l’Unione europea sono solo tre elementi avvenuti in un periodo brevissimo. Questi scenari rappresentano tre fattori critici per la distribuzione delle fonti non rinnovabili, condizionando direttamente la possibilità che l’energia rimanga accessibile per l’intera popolazione. È plausibile che il contesto odierno possa diventare teatro di dinamiche tutt’altro che contenibili. Passiamo dall’impossibilità a sostenere il consumo energetico ai prezzi esorbitanti che il petrolio potrebbe raggiungere. Questo discorso, tuttavia, esclude uno degli aspetti centrali delle energie non rinnovabili, cioè l’impatto ambientale. Si tratta di un fattore che viene spesso relegato in secondo piano, ma che in realtà è preesistente e strutturale prima ancora della crisi geopolitica attuale. Chiedersi quindi se le energie rinnovabili possono essere un sostituto efficace è plausibile.

Le energie rinnovabili possono sostituire i combustibili fossili?

L’inquinamento ambientale è a tutti gli effetti un’esternalità negativa. Questa si verifica quando «i costi sociali sono maggiori dei costi privati». Nel contesto energetico, ciò accade quando un’impresa o un sistema economico massimizzano i profitti utilizzando fonti fossili a basso costo, ignorando però i danni ambientali che ne derivano. L’utilizzo di energie non rinnovabili ne è l’esempio lampante. Il profitto è privato, ma l’impatto ambientale è una conseguenza che grava, spesso in modo invisibile, sulle spalle dell’intera popolazione. Il costo sociale sommato alla sua natura variabile rendono questo impiego energetico estremamente rischioso e instabile.

Per questa ragione gli ambientalisti sottolineano l’urgenza di interrompere il prima possibile la dipendenza da fonti non rinnovabili. Non è in ballo solo l’incertezza o l’aspetto economico, ma il futuro stesso. La teoria dei fatti sembra rendere la risposta scontata: se le energie rinnovabili ci consentono di trarre beneficio sotto numerosi aspetti, cosa stiamo aspettando ad attuare il cambiamento? È importante comprendere se queste possono sostituirsi ai combustibili fossili, coprendo l’attuale domanda elettrica.

Un passaggio difficile, ma necessario per l’ambiente

Le energie rinnovabili, ossia inesauribili e rigenerabili, comprendono l’impiego di vento, sole, risorse idriche e geotermiche. Includono inoltre le maree e le biomasse, cioè la trasformazione di prodotti organici in energia elettrica. L’impiego di queste dovrebbe essere maggiormente integrato, anche se alcuni ritengono sia impossibile sostenere l’intera richiesta energetica solo dalle fonti rinnovabili. È obiettivamente vero, i combustibili fossili ad esempio riescono a coprire (senza variazioni climatiche) più efficacemente la produzione. Eppure l’aumento della domanda potrebbe colpire, seppur in modo diverso, anche le fonti non rinnovabili.

Il rischio di esaurimento esiste e l’eccessivo sfruttamento causa danni (già in corso) e il conseguente rilascio di CO2 nell’ambiente. Entrambe le due alternative paradossalmente hanno pro e contro, ma la differenza sostanziale è che una è causa stessa del cambiamento climatico. L’altra, dal lato opposto, si prospetta essere l’unica soluzione concepibile per salvaguardare l’ambiente senza aggravare una situazione già preoccupante. È necessario che si diffonda un cambio di mentalità, non esclusivamente di fonte.

Stefania Cirillo