Un progetto che riguarda la sostenibilità del campo della cosmesi. Il gruppo giapponese Toray presenta una nuova tecnologia per la produzione di 2-pirrolidone bio-based. Si tratta di microparticelle biodegradabili: è un precursore essenziale per la sintesi della poliammide 4. Ed è destinato principalmente al segmento delle microparticelle per make-up e skincare. Non dimentichiamo, infatti, che i prodotti di cosmetica che utilizziamo quotidianamente contengono parti che si disperdono nelle tubature e di conseguenza nell’ambiente.

Toray lancia un progetto per microparticelle biodegradabili nel mondo skincare

Il progetto arriva in seguito alle modifiche apportate al regolamento REACH nel 2023. Il regolamento prevede che l’Europa elimini gradualmente le microplastiche (termine che indica elementi di dimensioni inferiori a cinque millimetri) intenzionalmente aggiunte nei prodotti per la cura della pelle e per truccarsi. Così, la poliammide 4 diventa un valore rifugio per i formulatori di fondotinta e ombretti ma, a differenza delle plastiche petrolchimiche convenzionali, questo materiale avrebbe una biodegradabilità marina conforme agli standard OCSE 301F, consentendo così di sfuggire ai futuri divieti.

Insomma, una rivoluzione, poiché questa nuova soluzione potrebbe sostituire il petrolio con fonti di biomassa, come ad esempio gli zuccheri. Toray prevede di portarla su scala produttiva industriale entro marzo 2029. Intanto, il gruppo approfitta per ridurre la propria impronta di carbonio. Il 2-pirrolidone bio-based costituirebbe, poi, la base per sviluppare altri derivati strategici: come il N-metilpirrolidone (NMP), un solvente indispensabile nella produzione di semiconduttori, ma anche di materiali tecnici ad alte prestazioni. Si tratterebbe dunque di una rivoluzione per settori come quello tessile, della produzione di batterie per auto, e della salute, consentendo di produrre leganti farmaceutici per l’agglomerazione delle compresse.

Marianna Soru