Un meloniano e un leghista: è una storia d’amore. Sono Alessandro Basso (Fratelli d’Italia) e il Loris Bazzo (Lega), rispettivamente sindaco di Pordenone e di Carlino (Udine), i due uomini che si uniranno civilmente il prossimo 27 giugno. La loro unione civile, permessa grazie a una legge passata dieci anni fa (per la quale entrambi i partiti erano assolutamente contro), avverrà comunque ricordando che i due sono a favore della famiglia tradizionale. E non solo: sostengono, tra le altre cose, che “la destra è più avanti in termini di diritti”.

I due sindaci di destra che convolano a nozze sono “Per la famiglia tradizionale”

Un’unione da record, intanto, poiché potrebbe trattarsi della prima unione civile omosessuale tra primi cittadini in Italia. Come spiegato a Skytg24, il rito verrà celebrato nel Chiostro di San Francesco a Pordenone. Ad officiarlo Alvaro Cardin, ex sindaco del capoluogo friulano. Lo stesso Alessandro Basso,  dirigente di scuola superiore e già consigliere regionale, ne coglie la particolarità. “È certamente un inedito, una coppia di sindaci è piuttosto rara. Il nostro matrimonio riassume tanti anni di attacchi della sinistra. Lungi dal fare polemiche in un momento così importante, ma va detto che la destra ha superato, in tema di diritti, la sinistra: fino a qualche tempo fa non si poteva immaginare”, sostiene.

“Il nostro matrimonio rappresenta un superamento delle barriere e un segnale di maturità politica e personale”, conclude, ricordando le difficoltà avute soprattutto dal futuro marito, già in passato sposato e padre di due figli. Un discorso alquanto altisonante, se si considera che proprio la destra fu la prima ad esprimersi contro i diritti civili delle coppie omosessuali. E proprio in merito a questa notizia interviene il Pd del Friuli Venezia Giulia. Che parla di “felicitazioni sincere senza polemica” ai due sindaci. “Compiono assieme un passo così importante per loro e per le famiglie, reso possibile dalla legge sulle unioni civili approvata da un governo di centrosinistra con voto di fiducia”. 

La risposta del PD del Friuli Venezia Giulia

Come si legge in una nota del partito, “Allora il centrodestra fu contrario, ma la scelta dei due sindaci è la prova che i tempi erano maturi per una buona legge, ed è stato capito. Poteva esserlo anche il ddl Zan”. Il Pd Fvg, comunque, “augura a tutti di poter vivere questo momento di gioia privata e sociale con l’animo sgombro dalle ombre della polemica politica”. E auspica che “la felicità di Basso e Bazzo possa essere buon presagio per le molte coppie. Coppie che per status, pregiudizi o altro, non possono vivere in piena luce il loro amore né tantomeno formalizzarlo acquisendo pari diritti e doveri”. Per fortuna, l’amore (in qualsiasi forma) trionfa anche nei casi più impensabili.

Marianna Soru