Questa mattina, le autorità talebane hanno riferito di nuovi raid aerei effettuati dal Pakistan su Kabul e su altre zone dell’Afghanistan, che hanno causato la morte di quattro persone nella capitale. Poco dopo, un alto funzionario della sicurezza pakistana ha confermato i bombardamenti all’Agence France-Presse (AFP), specificando di aver colpito solo degli obiettivi specifici, legati ai talebani pakistani.
“Continuando la sua aggressione, il regime militare pakistano ha nuovamente bombardato Kabul, Kandahar e le regioni di confine di Paktia, Paktika e altre”, si legge però in un messaggio del portavoce del governo afghano Zabihullah Mujahid, in cui ribadisce l’uccisione di diversi civili, tra i quali anche donne e bambini.
Il Pakistan attacca Kabul e altre zone dell’Afghanistan
A Kabul, altre quindici persone sono rimaste ferite in un attacco che ha colpito abitazioni civili nella parte orientale della città. “Nel quartiere di Guzar, nel 21° distretto di Kabul, sono state prese di mira abitazioni civili”, ha scritto il portavoce della polizia Khalid Zadran. Una squadra dell’AFP che ha visitato il luogo ha visto una casa completamente distrutta e una decina di altre gravemente danneggiate dal bombardamento, con tetti e muri crollati. Un ingente dispiegamento di forze dell’ordine presidia la zona mentre i residenti, sotto shock, sono scesi in strada.
A Kandahar, città nel sud del Paese dove risiede in isolamento il leader supremo dei talebani afghani, Haibatullah Akhundzada, raid aerei pakistani hanno centrato il deposito di carburante della Kam Air, vicino all’aeroporto. «Questa compagnia fornisce carburante ad aerei civili e delle Nazioni Unite», ha dichiarato un portavoce del governo.
Il conflitto intermittente tra i due Paesi
Per mesi, Islamabad ha accusato l’Afghanistan di star offrendo rifugio a militanti dei talebani pakistani (TTP), che hanno rivendicato la responsabilità di numerosi attentati mortali in Pakistan, nonché dello Stato Islamico del Khorasan (IS-K). Le autorità afghane hanno sempre negato qualsiasi coinvolgimento.
Nell’ottobre del 2025, gli scontri tra i due Paesi hanno provocato decine di morti e la quasi totale chiusura del confine terrestre. Dopo un breve periodo di tregua, il conflitto si è riacceso il 26 febbraio, quando l’Afghanistan ha lanciato un’offensiva di confine in risposta ai raid aerei pakistani, che Islamabad sostiene fossero diretti contro i combattenti del TTP. Il Pakistan ha dichiarato quindi “guerra aperta” alle autorità talebane, bombardando, in particolare, Kabul e Kandahar. Islamabad sostiene di non aver mai preso di mira i civili ma, da allora, gli scontri nelle zone di confine sono aumentati.
Gli ultimi scontri tra Pakistan e Afghanistan
Tra martedì e giovedì, sette persone, tra le quali anche dei bambini, hanno perso la vita a causa di colpi d’arma da fuoco pakistani nelle zone di confine dell’Afghanistan orientale e sudorientale. Il centro di transito dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), che ospita gli afghani rimpatriati in massa dal Pakistan, ha subito gravi danni «al valico di frontiera di Torkham, in Afghanistan», ha riferito l’organizzazione giovedì.
«Il Pakistan ha condotto operazioni mirate, garantendo, per principio, che nessun civile venisse ferito», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri pakistano, Tahir Hussain Andrabi. Il Pakistan aveva anche segnalato attacchi in Afghanistan nei giorni scorsi.
Secondo un conteggio della Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) aggiornato al 5 marzo, cinquantasei civili afghani, tra cui ventiquattro bambini, sono morti nell’intensificarsi degli scontri di confine tra le forze afghane e l’esercito pakistano il 26 febbraio. Oltre centomila persone sono state sfollate all’interno dell’Afghanistan a causa dei combattimenti, come riporta l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).
Federica Checchia





