Le Guardie della Rivoluzione iraniane (i Pasdaran) hanno affermato di aver attaccato la base aerea di Al Dhafra, situata negli Emirati Arabi Uniti e utilizzata dagli Usa, con “10 missili Fatah e Ghadr”. Il dipartimento di pubbliche relazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) afferma di aver condotto l’attacco ‘Onda 53’ con un “lancio combinato di 10 missili ipersonici Fatah e Qadr e droni distruttivi contro le forze dell’esercito terroristico statunitense nella base di Al-Dhafra, che svolgevano un ruolo di supporto informativo”.

La base aerea di Al Dhafra si trova a circa 30 chilometri da Abu Dhabi ed è sede del Comando di combattimento dell’aeronautica militare degli Emirati Arabi Uniti e del quartier generale dell’aeronautica militare statunitense. Lo riporta Bbc Persian.

In aggiunta, i Pasdaran hanno riferito che tre navi iraniane sanzionate dagli Usa, che erano state sequestrate dall’India, sono state autorizzate a ripartire, dopo che Teheran ha concesso ad alcune imbarcazioni indiane di attraversare lo Stretto di Hormuz. “Le azioni dell’Iran hanno dato i loro frutti nella battaglia dei mari… Questo è il vero modello usato per eliminare minacce e sanzioni”, ha dichiarato su X il comandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie Alireza Tangsiri.

Pasdaran: “Daremo la caccia a Netanyahu e lo uccideremo”

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Irgc) minaccia il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, affermando che se “sarà ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e lo uccideremo con tutta la nostra forza”. E’ quanto si legge in un comunicato dei Pasdaran riportato dall’agenzia Fars.

L’Irgc ha dichiarato di aver colpito tre basi aeree statunitensi nella regione con missili e droni e di aver preso di mira un “centro di raduno delle forze statunitensi” presso la base aerea di Al-Harir a Erbil, e di aver distrutto le basi di Ali Al Salem e Arifjan in Kuwait utilizzando “potenti missili e droni iraniani”. La dichiarazione afferma che gli attacchi rientrano nella 52ª ondata dell’”Operazione True Promise 4″, descritta come una rappresaglia per l’uccisione di lavoratori nelle zone industriali iraniane.