Secondo quanto emerge dai documenti del tribunale di New York, Bank of America ha raggiunto un accordo extragiudiziale non vincolante nella causa in cui si sostiene che la banca avesse agevolato l’attività di traffico di esseri umani gestita da Jeffrey Epstein. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore la causa contro Bank of America si concentra principalmente sui conti presumibilmente utilizzati dai “complici, collaboratori e vittime” del finanziere. L’accusa sostiene inoltre che l’ex fidanzata di Epstein, Ghislaine Maxwell, abbia utilizzato conti presso Bank of America.
I termini dell’accordo non sono stati resi noti e qualsiasi transazione dovrà essere approvata dal giudice distrettuale statunitense Jed Rakoff a Manhattan. La banca ha comunque negato qualsiasi illecito.
Secondo quanto riportato negli atti processuali, un’udienza per esaminare la proposta di accordo è prevista per il 2 aprile presso il tribunale federale di New York.
Gli stessi avvocati che in precedenza avevano ottenuto accordi extragiudiziali con JPMorgan Chase & Co. e Deutsche Bank AG per i legami con Epstein hanno citato in giudizio Bank of America a ottobre. Mentre le cause precedenti riguardavano i rapporti bancari di Epstein, la causa contro Bank of America si concentra principalmente sui conti presumibilmente utilizzati dai suoi «complici, collaboratori e vittime».
L’accordo, raggiunto in tempi brevi, consentirà probabilmente a Leon Black, co-fondatore di Apollo Global Management, di evitare la deposizione programmata per il 26 marzo, durante la quale avrebbe dovuto testimoniare a porte chiuse per otto ore. Secondo l’accusa, Black avrebbe trasferito 170 milioni di dollari a Epstein da conti presso Bank of America. Gli avvocati delle vittime hanno affermato che tali trasferimenti rappresentavano «il principale mezzo di finanziamento dell’attività di traffico sessuale e che non vi era alcun apparente scopo commerciale o legale». Black ha sempre negato ogni addebito e non è stato citato in giudizio.





