Tiscali, una nota società di telecomunicazione fondata nel ’98 sembra stia entrando in una nuova fase di crisi piuttosto decisiva. La profonda riorganizzazione dell’intero gruppo ha portato al licenziamento di 180 persone, quasi il 25% dei suoi 729 dipendenti. Ma qual è il motivo dei licenziamenti e la conseguente reazione dei sindacati?
Tiscali entra in una nuova fase, ma i licenziamenti allarmano i sindacati
La società Tiscali è entrata in una fase delicata, seguita da una procedura di licenziamento collettivo che ha coinvolto il licenziamento di 190 dipendenti in tutta Italia. L’intera operazione è guidata da Tessellis, un gruppo industriale nato dalla fusione di Tiscali e il ramo retail di Linkem. Le sedi coinvolte sono numerose e riguardano Cagliari, Taranto, Roma, Bari e Milano. Oltre il licenziamento collettivo, è stata intrapresa anche la cessione del ramo B2C alla società Canarbino. L’obiettivo è di ridurre quanto possibile l’esposizione debitoria (cioè il totale complessivo dei debiti accumulati), affinché sia possibile salvaguardare la continuità aziendale.
Le manovre intraprese dalla società hanno innescando un allarme tra lavoratori e sindacati, specie per quanto riguarda la gestione dei giornalisti di Tiscali Notizie. Pare infatti che si sia verificata una disparità di trattamento, annunciata poi dal comitato di redazione. «Alle giornaliste e ai giornalisti che hanno svolto il loro lavoro con dedizione, oggi si vorrebbe dare il benservito senza alcuna remora, negando loro la stessa dignità riconosciuta agli altri dipendenti». Come riporta La mia finanza, ora la trattativa si sposterà nella sede di Unindustria Roma. A quel punto verrà avviata una consultazione affinché possano discutere non solo dei criteri di selezione, ma anche possibili soluzioni alternative ai licenziamenti.
Per la sede di Cagliari la situazione appare diversa e, in generale, più rischiosa. Difatti, il ridimensionamento di Tiscali con il licenziamento di 81 dipendenti mette a repentaglio uno dei principali punti di riferimento dell’Information and Communication Technology (ICT) dell’isola. Gli effetti riguarderebbero altresì la capacità di incentivare nuovi investimenti tecnologici.
Stefania Cirillo





