Gisèle Guillou è nata nel 1952 nella città di Villingen, in Germania, dove si trovava la sua famiglia perché suo padre prestava servizio nell’esercito francese. All’età di cinque anni Gisèle si è trasferita in Francia. La sua infanzia è stata sconvolta all’età di nove anni, quando ha perso la madre a causa del cancro.
Nel 1971, Gisèle ha incontrato Dominique Pelicot, che ha sposato due anni dopo. La coppia ha avuto tre figli: David, Caroline e Florian. La famiglia ha trascorso gran parte della sua vita nell’area metropolitana di Parigi. Nel 2013 Gisèle e Dominique si sono trasferiti a Mazan, nel sud-est della Francia.
È stata sempre Gisèle a contribuire maggiormente al tenore economico della famiglia, grazie al suo lavoro nell’amministrazione della compagnia elettrica statale. Dominique ha svolto lavori come elettricista e agente immobiliare, e ha avviato diverse attività fallimentari, tanto che nel 2001 la coppia ha divorziato per proteggere i loro beni dai creditori, continuando però a vivere insieme. Nel 2007 si sono risposati.
Nel 2020 Dominique Pelicot è stato arrestato, dopo essere stato sorpreso da una guardia di sicurezza privata a filmare di nascosto con il cellulare sotto le gonne di alcune clienti in un supermercato.
Come si è scoperto
Tutto è iniziato con una telefonata e un appuntamento al commissariato di Carpentras (Vaucluse) la mattina del 2 novembre 2020.
Un agente di polizia l’ha interrogata, poi le ha mostrato delle foto che la ritraevano addormentata e violentata da persone che non ha riconosciuto. Non ha riconosciuto nemmeno sé stessa
Dai dispositivi elettronici di Dominique Pelicot è emerso che l’uomo faceva parte di una chat di gruppo privata chiamata à son insu (“a sua insaputa”), in cui si parlava di come avere rapporti sessuali con le proprie compagne senza che queste se ne rendessero conto, con l’utilizzo di droghe da stupro. Attraverso questa chat e anche altre conversazioni online, Dominique Pelicot ha invitato altri uomini ad abusare di sua moglie Gisèle.
In una chiavetta Usb di Dominique Pelicot, inoltre, è stata trovata una cartella, denominata ABUS (“abusi”), con più di 20mila immagini e video delle violenze, in cui la moglie appariva priva di coscienza. Gli inquirenti hanno individuato almeno 72 uomini che avrebbero commesso abusi su Gisèle tra il 2011 e il 2020. Di questi, 50 sono stati identificati: uomini tra i 26 e i 74 anni che svolgono i mestieri più diversi: dal vigile del fuoco al giornalista, dall’infermiere alla guardia carceraria, dal consulente informatico all’idraulico. Alcuni di loro sposati e con figli.
Sono state ricostruite anche le indicazioni che Dominique Pelicot forniva a questi uomini: per non dare nell’occhio dovevano parcheggiare lontano dall’abitazione e arrivare alla sua casa a piedi; non dovevano usare profumi o fumare per non insospettire la moglie; dovevano spogliarsi in cucina, per evitare di dimenticare oggetti in camera da letto e dovevano scaldare le mani con l’acqua calda o sui termosifoni per evitare di svegliare Gisèle. Non era richiesto alcun pagamento per abusare della donna e Dominique non chiedeva a questi uomini di indossare profilattici.
Il tribunale di Avignone ha condannato a 20 anni di carcere Dominique Pelicot, l’uomo che per oltre dieci anni ha drogato e fatto violentare sua moglie Gisele filmandone gli abusi. Pelicot è stato condannato anche per aver fatto e diffuso immagini sessuali di sua figlia adulta e delle mogli dei suoi figli. Tutti i 51 uomini sotto processo sono stati dichiarati colpevoli: 47 di stupro, due di tentato stupro e due di aggressione sessuale. Tra gli imputati c’è anche un uomo che non ha violentato Gisèle Pelicot ma ha abusato ripetutamente di sua moglie con l’aiuto di Dominique Pelicot. La giuria lo ha condannato a 12 anni di carcere.





