Il primo turno delle elezioni amministrative in Francia ha offerto una fotografia nitida delle tensioni politiche che accompagneranno il Paese verso le presidenziali del 2027. I risultati nei 35mila comuni al voto mostrano un indebolimento della coalizione centrista del presidente Emmanuel Macron, a favore di una polarizzazione tra la destra radicale del Rassemblement National (RN) e le diverse anime della sinistra. Il Rassemblement National ha ottenuto una vittoria significativa a Perpignan, dove il sindaco uscente Louis Aliot è stato confermato già al primo turno, consolidando l’unica grande città finora governata dal partito di Marine Le Pen. A Nizza, il quadro è altrettanto favorevole per la destra radicale: Eric Ciotti, leader dell’Unione delle destre per la Repubblica e stretto alleato di RN, ha ottenuto oltre il 43 per cento dei consensi, staccando nettamente il sindaco uscente Christian Estrosi, esponente del fronte centrista-macronista fermo al 31 per cento. Anche a Tolone il successo sembra vicino, con la portavoce di RN Laure Lavalette che guida con il 42 per cento dei voti, superando Josée Massi della lista civica di destra.

Elezioni in Francia, dove vince la sinistra

La sinistra tiene il controllo di Parigi, Marsiglia e Lione, la destra e il centro portano a casa significativi successi mentre il Rassemblement National (RN) registra una serie di vittorie in città di medie dimensioni mancando però alcuni obiettivi chiave come la conquista della stessa Marsiglia.

Emmanuel Gregoire, candidato della sinistra che ha rifiutato l’alleanza con La France Insoumise (Lfi) è stato eletto sindaco di Parigi. “Parigi sarà il cuore della resistenza contro questa alleanza di destra, che cerca di portarci via ciò che abbiamo di più prezioso e fragile: la semplice gioia di vivere insieme”, ha dichiarato dopo la pubblicazione delle proiezioni del secondo turno delle municipali che lo danno oltre il 50%. Il ballottaggio a Parigi è “un’anticipazione” delle imminenti elezioni presidenziali del 2027, e “la battaglia per la Francia sarà aspra”, ha detto Gregoire ai suoi sostenitori, prima di dirigersi verso il municipio di Parigi in sella a una Vélib, la bicicletta a noleggio diventata simbolo delle politiche del Partito socialista, che governa la capitale francese da 25 anni. Gregoire succede alla collega Anne Hidalgo e batte così l’ex protetta di Nicolas Sarkozy e vicina ai Macron, Rachida Dati, la quale ha ammesso la sconfitta. “Non sono riuscita a convincere abbastanza persone che il cambiamento non solo fosse possibile, ma soprattutto necessario”, ha ammesso Dati che, secondo gli exit poll, ha ottenuto tra il 36 e il 38% dei voti.

Edouard Philippe è stato rieletto sindaco di Le Havre con circa il 47% dei voti, contro il 41% circa del deputato comunista Jean-Paul Lecoq e l’11% circa del candidato di Udr e Rn Franck Keller, secondo i dati provvisori dopo la chiusura dei seggi. Sindaco della città portuale dal 2010, l’ex primo ministro e presidente del partito Orizzonti aveva fatto di questa rielezione un passo cruciale nella sua campagna per le presidenziali. Al primo turno era uscito nettamente in vantaggio, con oltre il 43% dei voti. “Gli abitanti di Le Havre sanno che ci sono motivi di speranza quando tutte le persone di buon senso si uniscono in un dialogo basato sulla verità e respingono gli estremismi e le loro soluzioni semplicistiche”, ha affermato Philippe.

Il sindaco di Marsiglia Benoit Payan è stato rieletto al secondo turno delle municipali che si è svolto in Francia. Con la sua lista di sinistra che non ha accetto l’alleanza con La France Insoumise (Lfi), Payan ha sconfitto il candidato di Rassemblement National (Rn), Franck Allisio, stando a diversi exit poll. Secondo le stime di Elabe-Berger Levrault e di Ifop-Fiducial, il sindaco uscente ha ottenuto tra il 53 e il 56,2% dei voti, contro il 39,1-41,5% di Allisio e circa il 5% per la candidata sostenuta dalla destra e dal centro, Martine Vassal. Il sindaco uscente, la cui squadra aveva mostrato una certa sicurezza nelle ultime settimane, ha chiaramente tratto grande vantaggio dal ritiro del candidato di sinistra Sebastien Delogu e dall’ondata di sentimento anti-Rn in questa importante città portuale la cui storia è stata plasmata da diverse ondate migratorie. Per il secondo turno, Payan si è presentato in modo chiaro come baluardo contro l’estrema destra, insistendo sul fatto che fosse “alle porte della città”. Marsiglia “deve rimanere una città fraterna e unita. In ogni caso, questa è la battaglia della mia vita”, ha affermato giovedì sera durante il dibattito finale, accusando il suo rivale di Rn di voler “dividere” o addirittura “selezionare le persone”. Allisio, dal canto suo, si era presentato come il futuro “sindaco dell’ordine” e ha accusato Payan di aver stretto “un accordo segreto con Jean-Luc Mélenchon“.