Coloni ebrei estremisti hanno compiuto una serie di attacchi contro villaggi palestinesi nella Cisgiordania occupata, incendiando case, veicoli e campi agricoli. Le violenze sono iniziate sabato, dopo che un giovane di 18 anni, Yehuda Sherman, è stato ucciso, presumibilmente investito da un veicolo guidato da un palestinese mentre era a bordo del suo quad. La polizia ha dichiarato di star indagando per accertare se l’investimento sia stato intenzionale o accidentale. In risposta, i gruppi WhatsApp utilizzati dai coloni hanno invocato una “campagna di vendetta” per la sua morte. Secondo un funzionario della difesa citato dai media israeliani, nella notte sono stati segnalati oltre 20 attacchi da parte dei coloni.
Le aggressioni violente si stanno moltiplicando da quando Netanyahu e Trump hanno attaccato l’Iran. I coloni sfruttano i riflettori puntati sulla guerra per cacciare via i palestinesi dalle loro terre.
Almeno sei palestinesi sono stati uccisi dall’inizio di marzo a Qaryout, Masafer Yatta e Khirbet Abu Falah. «I coloni hanno in mano il potere effettivo, dominano il territorio e sparano contro i palestinesi. Altre quattro piccole comunità, Shakara, Khirbet Yarza, Sawana e Khallat Hassan, sono state espulse e decine di famiglie sono sfollate», ha riferito a un giornale locale Amir Daoud, direttore della Commissione per la resistenza al muro e agli insediamenti coloniali. «Poi c’è l’esercito», aggiunge, «dal 28 febbraio l’occupazione ha emesso 11 ordini militari per abbattere alberi su otto ettari di terra nei distretti di Ramallah, Betlemme, Jenin, Nablus e Tulkarm».
La Cisgiordania è sotto assedio
A ovest di Betlemme un gruppo di coloni si è radunato nella zona di Aqabat Hasna, unico accesso principale ai paesi di Nahalin e Battir e ai villaggi di Husan e Wadi Fukin, oltre a collegare la via di bypass coloniale 60. I coloni si sono dispersi lungo l’ingresso, compiendo provocazioni e tentando di assaltare i veicoli dei residenti palestinesi, in un esperimento di terrore mirato a impedire la libertà di movimento e a instillare paura quotidiana tra la popolazione locale. Nel distretto di Nablus, a sud, i coloni hanno sparato contro un trasformatore elettrico nella zona di Jabal al-Arma, causando un blackout che ha lasciato famiglie e servizi senza elettricità. L’attacco alle infrastrutture civili non è solo un atto vandalico: è una tattica deliberata per destabilizzare comunità già vulnerabili, con conseguenze umanitarie immediate per ospedali, scuole e abitazioni.
Il Ministero degli Affari Esteri palestinese ha condannato l’attacco, affermando che ha comportato “l’incendio di case e proprietà, il terrore e l’uccisione di civili, e il targeting di strade, incroci e vie principali vitali durante l’Eid al-Fitr”.
La polizia israeliana ha dichiarato domenica che le guardie di frontiera hanno arrestato cinque persone nei pressi del villaggio di Deir al-Hatab. Ha inoltre affermato che un agente è rimasto ferito dopo che alcuni civili israeliani hanno attaccato le forze di sicurezza vicino all’insediamento di Itamar, aggiungendo che la polizia sta operando “con tolleranza zero nei confronti degli individui estremisti violenti”.





