A partire dal primo aprile in Giappone sarà consentito l’affidamento congiunto per i genitori divorziati. Tale riforma si posizione tra una delle più grandi del diritto di famiglia del Paese, poiché l’affidamento fino a ora poteva essere concesso a un solo genitore. Secondo quanto affermato dal Ministero della Giustizia, la modifica è volta a porre l’«interesse del minore» al centro degli accordi che seguono il divorzio. Una riforma giuridicamente importante e sostanziale è accompagnata da dubbi e altresì perplessità.
I chiarimenti sull’affidamento congiunto in Giappone
Il Giappone è stato uno dei pochi Paesi al mondo ad aver adottato finora l’affidamento esclusivo a un solo genitore. La giurisdizione è stata ampiamente criticata soprattutto dalle organizzazioni straniere, specie in merito a matrimoni internazionali, poiché priva a priori il genitore non affidatario di qualsiasi autorità legale sul figlio. La riforma, quindi, introduce dei cambiamenti sostanziali. Tuttavia, una modifica così sostanziale introduce dei quesiti. Una delle preoccupazioni sollevate dai critici è che l’affidamento congiunta possa esporre le vittime di abusi a continui contatti diretti con gli ex coniugi. Ciononostante, secondo quanto riportato dal Japan Times, il tribunale prenderà una decisione basandosi sull’interesse del minore. Pertanto, in caso di situazioni familiari difficili o particolarmente conflittuali, può essere vagliata l’ipotesi dell’affidamento esclusivo.
Un punto importante della riforma è che questa non costringe in alcun modo all’affidamento congiunto, soprattutto se questo si rivela inattuabile. Inoltre, il tribunale della famiglia non può concederlo se esiste il rischio che un genitore possa danneggiare fisicamente o mentalmente il bambini. Altresì se la violenza domestica o situazioni analoghe possono rendere difficile l’intero processo decisionale. Sarà a discrezione dei tribunali verificare se esiste, o vi è il rischio, di qualsivoglia forma di violenza tra genitori. Lo stesso Ministero della Giustizia afferma che verranno trattati e considerati di rilievo, infatti, anche abusi finanziari, emotivi e sessuali.
Un cambiamento rilevante anche per gli ha divorziato prima dell’introduzione della riforma. Potrà essere avanzata la richiesta e a quel punto il tribunale potrà decidere se modificare o meno l’accordo dopo il primo aprile. È un’opzione valutabile qualora il genitore che richiede l’affidamento congiunto dimostri di aver adempiuto alle proprie responsabili. Oltre a ciò, deve anche dimostrare di aver rispettato la collaborazione con l’altro genitore. Il cambiamento che dovrà affrontare il Giappone tra pochi giorni è sicuramente significativo e chiederà tempo per ingranare. Un aspetto che il Ministero ha tenuto a ribadire è che, malgrado la riforma, non vi è alcuna intenzione di forzare la cooperazione quando è impossibile o, ad esempio, quando sussistono casi di violenza domestica.
Stefania Cirillo





