Sono ormai settimane che Cuba sta affrontando una dura crisi socio-economica. Con l’attuale andamento vi è il rischio che anche la crisi alimentare e umanitaria possa aggravarsi. La situazione già critica è ulteriormente peggiorata da quando il governo statunitense ha bloccato la fornitura di carburante al Paese. Per questa ragione la flottiglia Nuestra America, dopo un viaggio di sei giorni, è giunta al porto di L’Avana, a Cuba. Trentadue membri pronti a fornire beni di prima necessità ai cittadini.
La flottiglia giunge a Cuba con 14 tonnellate di cibo e medicinali
L’attuale situazione a Cuba è estremamente preoccupante. Si parla di una concatenazione di eventi che, qualora si prolungassero, potrebbero acuire la crisi umanitaria. L’isola ha già dovuto affrontare blackout e interruzioni della rete elettrica nazionale nell’arco di pochissimo tempo. Secondo quanto comunicato dall’azienda Unione elettrica cubana (UNE), questi eventi sono da ricondurre alle condizioni delle centrali elettriche in disuso. Si è aggiunto poi il blocco dell’importazione del carburante imposto dagli Stati Uniti che ha accentuato la crisi. Le conseguenze sono repentine e preoccupanti. Per le strade cumuli di rifiuti che non possono essere smaltiti (a causa della mancanza di carburante), il cibo che scarseggia e il turismo gravemente compromesso. Quest’ultimo fattore, poi, si aggrava ulteriormente poiché rappresenta il 10% del PIL (Prodotto Interno Lordo) dell’isola.
Oltre a ciò, come riporta Geopop, si somma la mancanza di medicinali e di beni di prima necessità. Gli alimenti base, così come i prodotto per l’igiene, iniziano a essere insufficienti per tutta la popolazione. Una delle poche alternative è quella di rivolgersi a venditori privati, pagando qualsiasi bene a un prezzo maggiorato. Una possibilità difficilmente contemplabile, soprattutto a causa della situazione economica precaria. È in questo scenario che approda la nave principale della flottiglia Nuestra America, la Granma 2.0, dopo sei giorni di viaggio. A bordo 32 membri dell’equipaggio provenienti da Paesi differenti hanno gettato l’ancora al porto di L’Avana carichi di beni di prima necessità. Secondo quanto scritto da Euronews, si parla di 14 tonnellate di cibo e medicinali, 73 pannelli solari e una dozzina di bicilette. Di fronte a questa iniziativa diversi politici spagnoli di sinistra si sono uniti volando sull’isola per incontrare il leader del regime caraibico, Miguel Díaz-Canel. A questa nave seguiranno altri due velieri partiti sabato scorso da Isla Mujeres, al largo di Cancun.
Denuncia della crisi umanitaria che il popolo cubano sta vivendo
L’intera iniziativa mira a denunciare l’emergenza economica e umanitaria che il popolo sta vivendo. L’attivista brasiliana Thiago Silva presente anche sulla flottiglia Alma con Greta Thunberg, la stessa trattenuta in acque internazionali il 2 ottobre 2025 dalle forze israeliane, prende la parola. Ha dichiarato alla stampa: «Sappiamo che ciò che portiamo sulle nostre barche è una goccia in un oceano di bisogni di Cuba, che vive da più di sei decenni sotto il blocco degli Stati Uniti».
Stefania Cirillo





